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Andrologia

Parte la campagna contro la disfunzione erettile

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Pubblicato il: 21-04-2009

Riparte la campagna di informazione sulla disfunzione erettile, grazie alla quale 300.000 uomini italiani hanno già affrontato questa diffusa patologia

Sanihelp.it - Con sabato 18 aprile è ripartita la Campagna informativa Torna ad amare senza pensieri, realizzata dalla Società Italiana di Andrologia, con l’obiettivo di diffondere una corretta cultura della prevenzione, diagnosi e trattamento della Disfunzione Erettile (DE), ribadendo l’importanza di consultare il medico e lo specialista andrologo già al primo esordio del sintomo.

La portata della disfunzione erettile in Italia, non è infatti da sottovalutare: ne soffrono oltre tre milioni di uomini, tanti quanti sono i malati di diabete. Grazie però a questa campagna, 300.000 uomini hanno affrontato questa patologia; così commenta il Professor Vincenzo Gentile, Presidente SIA: «Un risultato molto positivo che ci conferma l’importanza di lavorare sul sommerso di questa malattia che, è bene ricordare, interessa un maschio adulto su otto e che può essere dovuta a stili e abitudini di vita scorretti, ma anche diventare, come accade nel 77% dei casi, il primo campanello d’allarme per una possibile insorgenza di altre patologie, prime tra tutte le malattie cardiovascolari o il diabete. Altra evenienza da considerare è che l’obesità può compromettere nell’uomo la funzionalità sessuale, per cui la stessa condotta alimentare è importante».

Purtoppo però la DE spesso è sottovalutata e anche quest’anno l’obiettivo della campagna è di mettere in contatto i potenziali pazienti con i medici. Come spiega il Professor Bruno Giammusso, coordinatore scientifico della Campagna: «Spesso i pazienti sono bloccati tanto da non riuscire a parlare del proprio problema, né al medico di famiglia, né allo specialista andrologo. E
questo succede perché il potenziale paziente non è informato sull’evoluzione della DE. In presenza di un deficit dell’erezione, l’uomo tende infatti a rinchiudersi in se stesso, o a cercare soluzioni alternative alla visita medica, perdendo così decisamente del tempo prezioso per arrivare alla soluzione. Si calcola che ogni potenziale paziente impieghi circa due anni a rivolgersi a un
medico».


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SIA

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