Cellule staminali mesenchimali per riparare organi e tessuti
Sanihelp.it - Presso la Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico di Milano sono state isolate e conservate per la prima volta a scopo terapeutico delle uniche e promettenti cellule staminali presenti nel sangue placentare. Questo sangue, che viene raccolto alla nascita e che è stato finora utilizzato a scopo di trapianto in gravi malattie del sangue come le leucemie e i
linfomi, rappresenta quindi anche una potenziale riserva di cellule staminali mesenchimali, le cellule che sono alla base della
Medicina Rigenerativa.
La procedura di purificazione, messa a punto dai ricercatori dei laboratori Ricerca e Sviluppo della
Cell Factory Franco Calori del Policlinico, richiede che le donazioni di sangue placentare vengano processate entro poche ore dalla raccolta. Le cellule staminali mesenchimali sono state
testate con successo in diversi modelli animali di rigenerazione tissutale, tra cui quello di danno renale acuto, in collaborazione con l'Istituto Mario Negri di Bergamo.
Con il sangue placentare si spera quindi di riuscire a riparare in futuro anche le ossa, a rigenerare fegato e reni e a
intervenire nei complessi processi riparativi di altri importanti organi e sistemi, come il cuore e il sistema nervoso.
Il Policlinico raccoglie oggi i migliori scienziati italiani nel settore delle cellule staminali mesenchimali durante il
1st Italian Mesenchymal Stem Cell Meeting, cioè il primo meeting Italiano sulle cellule staminali mesenchimali. Scopo di questo incontro è quello di condividere gli ottimi risultati che numerosi autorevoli scienziati Italiani stanno ottenendo in questo settore. Nell’occasione verrà presentato FIRST (
Forum of Italian Researchers on mesenchymal and stromal STem cells),
il Gruppo Italiano sulle cellule staminali mesenchimali, presieduto da Lorenza Lazzari con la vice-presidenza del dottor Massimo Dominici dell'Università di Modena.
di Roberta Camisasca
Fonte: Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico
Tags: cellule staminali mesenchimali, leucemie, linfomi
Revisione: 21-04-2009