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Speciale Medicina Ayurvedica

La teoria dei tre Dosha

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Pubblicato il: 28-04-2009

Vata, Pitta o Kapha? Sono i tre Dosha, cioè le tre tipologie di individui secondo la medicina ayurvedica. A ognuno di questi soggetti corrispondono precisi problemi e specifiche soluzio

Sanihelp.it - Secondo l’Ayurveda sono tre i principi fondamentali che governano il cosmo e coordinano ogni attività funzionale dell’organismo: Vata, Pitta e Kapha. Alla nascita ogni essere umano presenta una particolare combinazione dei tre Dosha, che determina le sue caratteristiche somatiche, mentali e fisiologiche e la sua predisposizione alle malattie.

Vata, letteralmente ciò che muove, è il principio del movimento e in un organismo governa tutto ciò che si muove, si diffonde ed è sottile, freddo, instabile o irregolare. Presiede alle funzioni del sistema nervoso, cardiocircolatorio, respiratorio e osteoarticolare e si trova nella regione sotto-ombelicale.

Pitta è il principio della mutazione ed è in relazione al concetto di trasformazione sequenziale, al calore e alla sua produzione. Presiede alle funzioni digestive, endocrine, metaboliche e termiche e si trova nello stomaco e nel duodeno.

Kapha è il principio della coesione e della stabilità, è in relazione alla struttura, alla densità, alla crescita volumetrica e al mantenimento delle omeostasi. Controlla l’equilibrio dei fluidi e ha come sedi principali il torace e la testa.

A ognuno dei tre Dosha corrisponde una costituzione; l’Ayurveda riconosce poi costituzioni miste derivanti dall’intreccio dalle tre fondamentali. Le costituzioni elencano le caratteristiche dei tre Dosha e danno consigli su misura, in termini di stili di vita, attività fisica, passatempi e alimentazione.

Nello specifico, secondo la costituzione Vada, i soggetti che rientrano in questa categoria, ansiosi e irrequieti, hanno bisogno di trattamenti pacificanti come massaggi con olio di sesamo e attività tranquille come l’ascolto della musica classica.

I Pitta invece sono irritabili e collerici: per contenere la loro ipereccitabilità possono praticare lo yoga e la meditazione trascendentale. Anche vestirsi con colori delicati e evitare spettacoli di violenza rientra nella costituzione destinata alle persone Pitta.

Infine ai Kapha, lenti, pigri e particolarmente sensibili all’olfatto e al gusto, sono indicati gli oli essenziali stimolanti come geranio, eucalipto, lavanda, chiodi di garofano e Ylang-Ylang. Per condurre una vita attiva i Kapha devono praticare attività fisica regolare, alzarsi presto la mattina e non dormire durante il giorno.

In occasione del Congresso Internazionale di Medicina Ayurvedica organizzato da SSIMA - Società Scientifica Italiana di Medicina Ayurvedica, il professor Bushan Patwardhan, Direttore della Interdisciplinary School of Health Sciences presso l'Università di Pune, ha presentato i risultati di un recente studio, pubblicato su The Journal of Alternative and Complementary Medicine, che sembra comprovare la validità scientifica della medicina ayurvedica tramite l’osservazione di una correlazione tra la presenza/assenza di una variazione genetica del gene HLA-DRB1 e i tipi Vata, Pitta e Kapha.

Questo studio apre importanti scenari sulle relazioni esistenti tra medicina ayurvedica e medicina ufficiale, in particolar modo in merito alla più moderna farmacogenomica, una branca della biologia molecolare che si occupa di indagare sugli effetti di un determinato farmaco in base al genotipo dell'individuo.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SSIMA - Congresso Internazionale di Medicina Ayurvedica

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