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Radiazioni: conoscerle per controllarle

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Pubblicato il: 23-04-2009

Ogni anno si conta in Italia quasi un esame radiologico per persona, bimbi compresi. Troppi? Forse. L'importante, per una scelta oculata, è conoscere rischi e benefici.

Sanihelp.it - Tac, mammografia, risonanza magnetica, ultrasuoni, radiofrequenze… Parole che una volta incutevano per lo più paura e stupore, ma che oggi, grazie ai progressi della scienza e della tecnologia, rappresentano per medici e pazienti la speranza di diagnosi sempre più precoci, terapie più tempestive e dunque di una più alta percentuale di guarigioni rispetto al passato.

Ma ancora poco si sa su questi preziosi alleati della medicina diagnostica e terapeutica, ancora tanti luoghi comuni aleggiano intorno a queste macchine un po’ mostruose nel loro aspetto e soprattutto intorno alle entità inodori, insapori e sostanzialmente invisibili (a parte il caso dei laser) che questi dispositivi emanano: le radiazioni.

«Ciò che non possiamo percepire ci crea istintivamente un senso di timore tale che può non essere sufficiente il rapporto di fiducia con il medico per superarlo – spiega Filippo Grillo Ruggieri, Direttore di Radioterapia all’Ospedale Galliera di Genova – D’altro canto, non è infrequente nella pratica attuale di molti medici, soprattutto di medicina generale e di famiglia, scontrarsi con pazienti che hanno fatto della moderna diagnostica per immagini una sorta di nuova idolatria. Persone che si sottoporrebbero ripetutamente, se non ostacolate da aspetti economici e dalle liste di attesa, a queste indagini. Tra queste la Tac, la risonanza magnetica e, più recentemente, la PET predominano per la loro attrattiva di soluzione diagnostica per eccellenza».

«È evidente il grande aumento del numero di esami radiologici che oggi vengono eseguiti in Italia, superando i 50.000.000 in un anno. L’ansia diffusa della diagnosi precoce (termine sicuramente oggi molto attraente) porta a trascurare l’aspetto negativo dei rischi che ancora oggi, nonostante il livello di eccellenza raggiunto, sono correlati a queste procedure e riguardano sostanzialmente il rapporto tra dosi di radiazioni ionizzanti e rischio di cancro – continua l’esperto - Esempio di ciò è il caso del genitore che scopre, a posteriori, che l’aver sottoposto a Tac cerebrale il figlio per un trauma cranico può avergli causato un aumento del rischio di neoplasia nel corso della vita».

L’esposizione alle radiazioni ionizzanti a scopo medico è in forte crescita anche nei giovani (vedi radiologia odontoiatrica, controlli a scopo di assunzione, per concorsi, dopo traumi per incidenti o sportivi, ecc.), soprattutto quando sia utilizzata la Tac con conseguenze potenzialmente negative sul rischio di tumori nelle persone esposte, e di malformazioni e tumori nelle generazioni future.

Quali soluzioni si possono intravedere? «Una via possibile è lo sviluppo di Linee Guida condivise tra le diverse figure mediche (medici di medicina generale, specialisti, radiologi).
Un’altra è quella dell’informazione ed educazione della popolazione sui vantaggi e sui rischi dell’impiego di radiazioni ionizzanti, insistendo sul consenso informato al momento di prescrivere l’esame (soprattutto quando ci sono di mezzo i bambini). È chiaro che occorre invertire la rotta attuale, in cui o vige il principio che le radiazioni sono sempre dannose (demonizzazione), oppure c’è la corsa agli esami radiologici come soluzione di ogni problema (acritica accettazione)».

Per una corretta informazione ai pazienti e un aggiornamento utile per il mondo medico e gli addetti ai lavori il dottor Ruggieri e Giuseppe Scielzo, già Direttore di Fisica Sanitaria agli Ospedali Galliera di Genova, Molinette e IRC Cancro di Torino, hanno redatto il libro Radiazioni, Conoscere per controllarle - Salute, benessere e prevenzione.
«Le radiazioni costituiscono un beneficio irrinunciabile per l’uomo – commenta ancora Ruggieri – è inconcepibile immaginare la diagnosi e la cura della maggior parte delle malattie senza il loro impiego. Ma i benefici di ogni procedura, diagnostica o terapeutica che sia, non possono essere considerati in senso assoluto senza il confronto accurato con i possibili rischi e i potenziali danni».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
G. Scielzo, F.G. Ruggieri, Radiazioni, Conoscere per controllarle - Salute, benessere e prevenzione, Erga Edizioni

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