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L'uso delle radiazioni tra rischi e benefici

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Pubblicato il: 23-04-2009

Le radiazioni: una grande conquista della medicina moderna. Ma un loro uso incontrollato può avere effetti seri sulla salute collettiva. Ecco cosa andrebbe cambiato in Italia.

Sanihelp.it - L’uso attuale delle radiazioni in Italia richiede un’urgente revisione, per una migliore percezione dei rischi e delle opportunità correlati a queste procedure da parte dei cittadini e un miglior sfruttamento delle più moderne risorse tecnologiche da parte del mondo medico.

«Oltre all’emergenza legata al Radon e all’impellente necessità di bonifiche, c’è il pericolo dei radioisotopi – spiega Giuseppe Scielzo, già Direttore di Fisica Sanitaria agli Ospedali Galliera di Genova, Molinette e IRC Cancro di Torino, autore, insieme a Filippo Grillo Ruggieri, Direttore di Radioterapia all’Ospedale Galliera di Genova, del libro Radiazioni, Conoscere per controllarle - Salute, benessere e prevenzione al Radon - Esistono in Italia 253 Centri di Medicina Nucleare che, erogando oltre 2 milioni di esami diagnostici all’anno e migliaia di radioterapie, possono costituire, se non attentamente controllati e protetti, fonti interessanti per chi voglia procurarsi materiali (iodio 131, cobalto 60, cesio 137) per ricatti e attentati, contaminando derrate alimentari e/o acquedotti o per la preparazione di bombe sporche.

Per quanto riguarda la radioterapia, nei 150 Centri italiani dove si curano sui 120.000 nuovi pazienti l’anno, 1 su 4 delle apparecchiature installate necessitano di essere sostituite in quanto, pur tenute in condizioni di sicurezza, non permettono gli aggiornamenti per adeguarsi alla più recenti modalità sicure di irradiazione.

In Italia si effettuano più di 50 milioni di indagini diagnostiche all’anno, fra le quali la mammografia, che ci aiuta a diagnosticare precocemente tumori al seno, e la colonscopia virtuale mediante TAC, per la diagnostica precoce dei tumori del colon. Ma attenzione all’impiego pediatrico della TAC di ultima generazione: le dosi assunte, coniugate con la più alta radiosensibilità dei bambini, impongono cautela al fine di non accrescergli la probabilità di insorgenza proprio di tumori radioindotti.

Per non parlare della Risonanza Magnetica: a fronte di 850 sistemi installati e oltre 2,5 milioni di esami l’anno, c’è una forte crescita nelle intensità di campo magnetico con conseguente aumento dell’esposizione a campi elettromagnetici di pazienti e operatori.
Poi il laser: il sempre crescente impiego in Oftalmologia e Dermatologia estetica impongono formazione specifica degli operatori e corretta informazione dei pazienti.

Un discorso a parte meritano gli ultravioletti: pur essendo una fonte insostituibile di energia (sintesi Vitamina D, trattamento della psoriasi) contribuiscono all’insorgenza di tumori cutanei e patologie oculari. In particolare, esistendo un’associazione significativa tra rischio di melanoma (il più letale tumore cutaneo) e gli Ultravioletti emessi dalle lampade abbronzanti, è auspicabile, come in altri Paesi europei, impedire l’accesso a tali esposizioni puramente voluttuarie a soggetti di età inferiore ai 18 anni e impegnarsi in un importante opera di informazione e formazione.

Infine, parlando di abuso di esami radiologici, non si può non parlare delle ecografie ostetriche. Con 15 milioni di indagini all’anno, gli ultrasuoni in gravidanza si pongono al primo posto per l’osservazione non invasiva del corpo umano. Il numero delle ecografie effettuare per gestazione supera spesso le reali necessità: in assenza di complicanze, una gravidanza fisiologica non richiede più di tre controlli (uno per trimestre). Al contrario, la totale innocuità dell’indagine sull’embrione o sul feto non è affatto scontata».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
G. Scielzo, F.G. Ruggieri, Radiazioni, Conoscere per controllarle - Salute, benessere e prevenzione, Erga Edizioni

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