Il Radon come possibile precursore di eventi sismici
Terremoto evitabile?
Sono in corso studi per verificare la prevedibilità dei terremoti attraverso la rilevazione del livello di Radon, un gas radioattivo che si nasconde nei muri delle nostre case .
Sanihelp.it - Quando Filippo Grillo Ruggieri, Direttore di Radioterapia all’Ospedale Galliera di Genova, e Giuseppe Scielzo, già Direttore di Fisica Sanitaria agli Ospedali Galliera di Genova, Molinette e IRC Cancro di Torino, hanno deciso di dedicare al Radon il primo capitolo del loro libro
Radiazioni, Conoscere per controllarle - Salute, benessere e prevenzione, ancora non sapevano quale cataclisma naturale si stava per abbattere sul nostro Paese, e più precisamente sulla regione dell’Abruzzo.
Così, il terremoto dell’Aquila del 6 aprile ha drammaticamente reso attuale l’argomento iniziale di questo manuale, scritto a quattro mani per fare il punto sulla situazione dell’
impiego delle radiazioni in Italia a scopo medico e non solo.
Il
Radon è infatti uno dei possibili precursori degli eventi sismici. Si tratta di un gas radioattivo naturale, incolore, estremamente volatile, presente nelle rocce, nei terreni e nei materiali da costruzione; decadendo, emette radiazioni ionizzanti di tipo alfa. Nei luoghi chiusi si concentra e, qualora respirato attraverso il pulviscolo dell’aria, può interagire con le cellule broncopolmonari.
L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’organizzazione Mondiale della Sanità lo ha classificato tra le sostanze a più alta cancerogenicità e
seconda causa, dopo il fumo, di tumore al polmone. Attualmente, dei 32 mila tumori polmonari diagnosticati in Italia il 10% è attribuibile al radon, soprattutto tra i fumatori e gli ex-fumatori, a causa della sinergia tra Radon e fumo.
Pericolose
complicanze di tipo respiratorio si prospettano per chiunque soggiorni o lavori in caveau, impianti sotterranei, abitazioni, centri benessere, cantine e palestre. E l’allarme sta aumentando, arrivando a coinvolgere, in alcuni casi riscontrati, anche i pianterreni di alcuni edifici.
«Il consiglio che si può dare – spiega Giuseppe Scielzo – è quello di
arieggiare il più possibile gli ambienti: la concentrazione di Radon si riduce del 50% ogni tre giorni, in presenza di un sistema di condizionamento adeguato. Ecco perché le taverne dove vengono conservati vino e salumi non presentano elevati livelli di questo gas nocivo».
Nel nostro Paese oltre la metà (60% circa) degli edifici esistenti ha più di 40 anni e necessitano di specifiche, semplici e per niente costose, bonifiche anti-Radon. Da parte sua il Ministero della Salute ha avviato il
Piano Nazionale Radon, un insieme coordinato di azioni per ridurre i rischi polmonari dovuti a questa sostanza.
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di Roberta Camisasca
Fonte: Redazione Sanihelp.it
Tags: radiazioni, radon, terremoto, abruzzo, tumore al polmone
Revisione: 30-06-2009