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Il Radon come possibile precursore di eventi sismici

Terremoto evitabile?

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Pubblicato il: 23-04-2009

Sono in corso studi per verificare la prevedibilità dei terremoti attraverso la rilevazione del livello di Radon, un gas radioattivo che si nasconde nei muri delle nostre case .

Sanihelp.it - Quando Filippo Grillo Ruggieri, Direttore di Radioterapia all’Ospedale Galliera di Genova, e Giuseppe Scielzo, già Direttore di Fisica Sanitaria agli Ospedali Galliera di Genova, Molinette e IRC Cancro di Torino, hanno deciso di dedicare al Radon il primo capitolo del loro libro Radiazioni, Conoscere per controllarle - Salute, benessere e prevenzione, ancora non sapevano quale cataclisma naturale si stava per abbattere sul nostro Paese, e più precisamente sulla regione dell’Abruzzo.

Così, il terremoto dell’Aquila del 6 aprile ha drammaticamente reso attuale l’argomento iniziale di questo manuale, scritto a quattro mani per fare il punto sulla situazione dell’impiego delle radiazioni in Italia a scopo medico e non solo.

Il Radon è infatti uno dei possibili precursori degli eventi sismici. Si tratta di un gas radioattivo naturale, incolore, estremamente volatile, presente nelle rocce, nei terreni e nei materiali da costruzione; decadendo, emette radiazioni ionizzanti di tipo alfa. Nei luoghi chiusi si concentra e, qualora respirato attraverso il pulviscolo dell’aria, può interagire con le cellule broncopolmonari.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’organizzazione Mondiale della Sanità lo ha classificato tra le sostanze a più alta cancerogenicità e seconda causa, dopo il fumo, di tumore al polmone. Attualmente, dei 32 mila tumori polmonari diagnosticati in Italia il 10% è attribuibile al radon, soprattutto tra i fumatori e gli ex-fumatori, a causa della sinergia tra Radon e fumo.

Pericolose complicanze di tipo respiratorio si prospettano per chiunque soggiorni o lavori in caveau, impianti sotterranei, abitazioni, centri benessere, cantine e palestre. E l’allarme sta aumentando, arrivando a coinvolgere, in alcuni casi riscontrati, anche i pianterreni di alcuni edifici.
«Il consiglio che si può dare – spiega Giuseppe Scielzo – è quello di arieggiare il più possibile gli ambienti: la concentrazione di Radon si riduce del 50% ogni tre giorni, in presenza di un sistema di condizionamento adeguato. Ecco perché le taverne dove vengono conservati vino e salumi non presentano elevati livelli di questo gas nocivo».

Nel nostro Paese oltre la metà (60% circa) degli edifici esistenti ha più di 40 anni e necessitano di specifiche, semplici e per niente costose, bonifiche anti-Radon. Da parte sua il Ministero della Salute ha avviato il Piano Nazionale Radon, un insieme coordinato di azioni per ridurre i rischi polmonari dovuti a questa sostanza.

Per quanto riguarda la possibile prevenzione dei terremoti, «già dal sisma di Messina del 1908 era emerso chiaramente che in corrispondenza di eventi sismici in arrivo, l’intensità dell’emanazione del Radon aumenta considerevolmente - spiega il dottor Scielzo - Nel 1966, col terremoto di Tashkent (Uzbekistan), s’osservarono i livelli del Radon innalzarsi bruscamente. Da allora sono sorti laboratori in Russia, California, Cina e Giappone: in Italia se ne sono occupati e se ne occupano tuttora le Università di Pisa e di Bari».

Nel corso dell’ultimo decennio diversi studi sono stati effettuati per valutare l’attendibilità del fenomeno: il terremoto a Dudley in Inghilterra (Settembre 2002), a Osijek in Ungheria (Giugno 1998), due terremoti in Islanda del Sud (Giugno 2000) sono stati studiati analizzando i picchi presismici delle concentrazioni di Radon ottenuti attraverso il monitoraggio avanzato dell’area interessata.

«Questi studi paiono avvallare l’ipotesi della prevenzione sismica attraverso la rilevazione del Radon ma questo necessita ancora di validazione estesa da parte di una comunità scientifica piuttosto scettica sull’argomento. Ciononostante, qualcosa, a mio avviso, si può cominciare a fare, al fine di dare fiducia al cittadino e creare un ulteriore possibile presidio di allerta per la Protezione Civile.

Per esempio, si possono costituire 3-5 Centri pilota in corrispondenza di quei siti ove all’alta probabilità di evento sismico è associata un’alta concentrazione di gas Radon; definire uno standard di riferimento delle misure del Radon, codificando le variazioni di pressione e temperatura e altri parametri fisico-chimici di rilevanza per l’attendibilità delle misure stesse; o ancora realizzare delle mappature spazio-tempo statisticamente significative dei siti presi in considerazione. Personalmente, ritengo che in Italia esistano le competenze per mettere in essere quanto proposto in tempi brevi e a un costo ragionevole».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
G. Scielzo, F.G. Ruggieri, Radiazioni, Conoscere per controllarle - Salute, benessere e prevenzione, Erga Edizioni

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