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Fitoterapia in oncologia

Tumori: dopo la cura, arrivano le erbe

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Pubblicato il: 05-05-2009

Dal vischio all'aloe, dalla calendula all'arnica: le piante fanno capolino nelle corsie degli ospedali oncologici per ridurre gli effetti di chemio e radioterapia.

Sanihelp.it - L’utilizzo delle Medicine Complementari in ambito oncologico sta prendendo sempre più piede nella ricerca e nella pratica medica, tant’è che a Milano, e più precisamente alla Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori, nei mesi scorsi è stato formalizzato il ruolo di un Gruppo di lavoro che da una decina di anni si occupa di studiare il possibile utilizzo di queste medicine in oncologia.

Il Gruppo Me.Te.C.O (Medicine e Terapie Complementari in Oncologia) ha ora ufficialmente il compito di aiutare il più importante centro nazionale pubblico di ricerca oncologica a individuare quali delle nuove Medicine Non Convenzionali, riconosciute dalla Regione Lombardia sulla base della posizione assunta dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) nel 2002, potrebbero essere integrate nei diversi percorsi terapeutici.

La prima disciplina a essere presa in considerazione è stata la fitoterapia. L’effetto palliativo di alcune erbe sugli effetti collaterali delle terapie oncologiche è da anni riconosciuto. Bisogna ora stabilirne le regole e la reale applicabilità.

Nell'Europa centrale, per esempio, gli estratti di vischio sono la terapia oncologica non convenzionale più frequentemente prescritta dalla medicina antroposofica, per le sue attività di riduzione degli effetti collaterali delle terapie oncologiche e il generale miglioramento della qualità della vita. In Paesi come la Germania e la Svizzera, la somministrazione di fitocomplessi a base di vischio risulta una prassi consolidata anche in molti ospedali.

In Toscana la calendula, soprattutto in forma di crema, e l'arnica, in forma di gel o crema, hanno debuttato già da qualche anno nelle corsie dell'ospedale di Empoli. La calendula per tenere sotto controllo gli effetti collaterali delle terapie convenzionali, come chemio e radioterapia, che possono causare infiammazioni della cute, della mucosa del cavo orale e vaginale, mentre l’Arnica viene utilizzata in funzione antinfiammatoria in alcune patologie.
Il ginseng, inoltre, può aiutare a ridurre la cardiotossicità di un chemioterapico come l'adriamicina.

Ma è necessario fare chiarezza a 360 gradi, perché molte piante officinali possono interferire con altri farmaci o avere effetti collaterali indesiderati: è il caso dell'aloe, usata per preparati ritenuti antitumorali, ma che determina sofferenza a livello renale; o l'iperico, che può contribuire a combattere la depressione, ma riduce l'efficacia della pillola anticoncezionale.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori

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