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Tristezza: sette italiani su dieci ne soffrono a livello cronico.

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Pubblicato il: 07-05-2003

Sette uomini italiani su dieci sono malati di tristezza, è il risultato di una ricerca condotta dalla rivista Riza Psicosomatica su 1.028 italiani tra i 18 e i 67 anni.

Sanihelp.it - Rassegnazione, apatia, stanchezza perenne accompagnano soprattutto i quarantenni che vedono la loro salute minacciata dalla tristezza e da tutte le conseguenze che questo stato d’animo comporta tachicardia, ulcera, coliti, cefalee, dolori muscolari e calo dell'eros.

Quali sono quindi le cause che trasformano uno stato d’animo in una vera e propria patologia? Secondo gli esperti bisogna ricercare le cause nell’ansia da pianificazione, nei colleghi sempre in cerca di aiuto, ma anche in un rapporto di coppia piatto e insoddisfacente.

Se la depressione colpisce prevalentemente le donne, la tristezza miete vittime soprattutto tra gli uomini: è il 71% dei maschi italiani a considerarsi tale, contro il 29% delle donne.

Hanno 40 anni circa, svolgono un lavoro intellettuale e abitano soprattutto al nord: è questo l'identikit delle vittime dell'umore grigio. In particolare, secondo lo studio, la fascia d'età 45-54 anni è la più colpita (30%); ma anche il 25% degli over 54 non se la passa meglio e dichiara di essere vittima della tristezza. I più fortunati sono invece i giovani: solo il 6% dei tristi cronici ha infatti meno di 24 anni.

La tristezza regna di più nelle regioni settentrionali (57%) e ha decisamente scarso peso al sud (15%). Dallo studio emerge anche che il 47% degli intervistati abita in città, il 18% in campagna.

Le categorie più colpite? Manager, professionisti, avvocati, ma anche studenti. In particolare, il 57% svolge un lavoro di concetto, mentre solo il 17% delle persone tristi dichiara di svolgere un'attività prevalentemente manuale.

Forse la cosa più drammatica è la mancanza di reazione che caratterizza la maggior parte dei tristi: per molti di loro la vita a un certo punto inizia a perdere senso, tanto che, sottolinea ancora lo studio, il 42% si chiude in se stesso, mentre il 26% finisce per rifugiarsi negli psicofarmaci; il 13% invece aspetta solo che il momento negativo passi, mentre solo l'11% tenta di agire in maniera attiva, magari distraendosi e uscendo di casa. Per qusto motivo è stato preparato un decalogo ad hoc.

Di chi è la colpa? Il 33% degli intervistati non ha dubbi: è la paura di sbagliare le scelte importanti che condiziona in maniera negativa il proprio stato d'animo. Per una persona su cinque (20%) la causa di ogni male è la responsabilità sul lavoro, mentre solo per il 15% degli uomini sono le questioni di cuore a pesare. Il 10% attribuisce le cause della tristezza all'eta' che avanza, mentre per il 7% alla base della tristezza ci sono addirittura moglie e figli.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Riza Psicosomatica

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