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Ricerca sulla sicurezza dei prodotti italiani

A tavola! Siamo sicuri?

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Pubblicato il: 12-05-2009

Il nostro cibo è sicuro: parola di autorità. I controlli ci sono e funzionano bene. Ma non dimentichiamo di lavare e sbucciare frutta e verdura prima dell'uso.

Sanihelp.it - La frutta e la verdura che tutti i giorni mettiamo sulle nostre tavole è sicura: è quanto emerge dalla relazione redatta dalla Direzione Generale della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione del Ministero del Lavoro, della Salute e Politiche sociali sulla sicurezza dei prodotti ortofrutticoli italiani.

In totale sono stati analizzati 6.845 campioni di vegetali: in due casi su tre i campioni sono risultati del tutto privi di residui dei rimedi utilizzati per proteggere e curare le piante. Degli altri casi, soltanto l’1,1% è risultato irregolare, mentre il restante 32,2 % rientra comunque nei limiti di legge.

La frutta sembra essere più ricca di residui chimici rispetto alla verdura. «Il dato non sorprende – spiega il professor Armando Zingales, Presidente del Consiglio Nazionale dei Chimici – perché gli alberi da frutto sono trattati con più principi attivi e sono soggetti a più trattamenti nel loro ciclo di fioritura, fruttificazione e dopo la raccolta».

Quali misure devono mettere in atto i consumatori per ridurre al minimo il rischio di consumare cibi contaminati? «Dallo studio presentato dal Ministero della Salute si desume che, usando le normali cautele igieniche (lavare bene frutta e verdura), i rischi per i consumatori, relativamente alle sostanze ricercate, sono veramente bassi, soprattutto per quei tipi di frutta (agrumi, banane, frutta secca) che devono essere sbucciate in ogni caso prima del consumo».

C’è di che star tranquilli, dunque. «I residui dei singoli pesticidi ingeriti ogni giorno dal consumatore rappresentano una percentuale molto modesta rispetto alle dosi giornaliere accettabili delle singole sostanze attive e molto al di sotto del livello di guardia – continua Zingales - I consumatori che seguono una dieta variata (evitando effetti di accumulo), attenendosi alle normali pratiche igieniche possono davvero stare tranquilli».

D’altra parte, i controlli funzionano: confrontando i dati del 2007 con quelli degli anni precedenti, risulta evidente come la percentuale di irregolarità negli ortofrutticoli abbia subito un progressivo decremento, passando dal 2,3% del 1995 al 1,1% del 2007. «Un risultato positivo – commenta ancora il professore - da attribuire in parte alle attività delle strutture di controllo, in parte alla revisione costante in senso restrittivo operata dal Ministero sulle sostanze ammesse. Non ultima, la crescente consapevolezza degli operatori agricoli nell’impiego di fitofarmaci».

Complessivamente, come per gli scorsi anni, i risultati dei controlli ufficiali italiani continuano a essere in linea con quelli rilevati negli altri Paesi dell’UE e indicano un elevato livello di protezione del consumatore. «La catena alimentare italiana è una delle più sicure al mondo – conferma il Sottosegretario di Stato On.le Francesca Martini con delega alla Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare – tant’è che negli ultimi anni c’è stato un notevole incremento dell’esportazioni di prodotti alimentari verso Paesi Terzi, mi riferisco in particolare ai prodotti della salumeria italiana, alimenti di elevata qualità ma che senza una garanzia di sicurezza non sarebbero riusciti a penetrare nel mercato americano, giapponese, cinese e nei Paesi del Sud America».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Direzione Generale della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione del Ministero del Lavoro, della Salute e Politiche sociali

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