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Gli italiani seguono sempre meno la dieta mediterranea

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Pubblicato il: 13-05-2009
Sanihelp.it - Un italiano su quattro assume la maggior parte del suo apporto calorico da alimenti non mediterranei. Bambini e adolescenti rappresentano la fascia di età in cui l’adesione alla dieta mediterranea è minore, seguiti dalle donne che adottano uno stile alimentare più mediterraneo rispetto a quello maschile, mentre i più virtuosi sono gli over- 60.
Paradossalmente, le regioni del Sud appaiono quelle dove la dieta mediterranea è meno seguita. Il Nord Est e il Centro rappresentano invece la macroarea geografica in cui l’aderenza alla dieta mediterranea è maggiore.

Questi i dati più significativi che emergono da una ricerca effettuata dall’Osservatorio Nutrizionale e sugli Stili di Vita Grana Padano (OGP) sulla base delle informazioni raccolte dai medici di Medicina Generale e dai pediatri di libera scelta sulle abitudini alimentari dei loro pazienti.

I dati sono stati analizzati utilizzando come indice di qualità della dieta il MAI (Mediterranean Adequacy Index), un valore calcolato dividendo l’energia totale media giornaliera fornita da alimenti tradizionalmente costituenti la dieta mediterranea (pasta, riso, pane, legumi, patate, verdure e ortaggi, frutta fresca, frutta secca, altri semi, olio di oliva, vino, pesce) per quella ottenuta da alimenti non mediterranei (merendine, dolci, brioches, biscotti, carne, burro, bevande dolci, ecc.).  

Il risultato è stato che meno del 20% della popolazione raggiunge un MAI pari o superiore a 2, ossia assume energia da alimenti della dieta mediterranea in misura almeno doppia a quella di altri alimenti, e addirittura un italiano su quattro ha un indice di mediterraneità della dieta inferiore a 1, ossia assume la maggior parte del suo apporto calorico da alimenti non mediterranei.

Da tutto ciò emerge che nel nostro Paese si registra un progressivo abbandono delle sane abitudini alimentari della nostra tradizione. Eppure, sono ormai numerosi gli studi scientifici che provano come l’assunzione dei principali alimenti costituenti la dieta mediterranea ritardi l’invecchiamento e si associ a una ridotta prevalenza di malattie cardiovascolari, ictus, malattie neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson) e cancro.

Per ultimo, il lavoro di un gruppo di ricercatori dell’Università di Firenze pubblicata sul British Medical Journal ha dimostrato che la dieta mediterranea si associa a una riduzione dell’incidenza e della mortalità delle patologie cardiovascolari, cronico-degenerative e neoplasiche. In chi aderisce maggiormente alla dieta mediterranea la mortalità è ridotta per eventi cardio e cerebrovascolari del 9%, per tumori del 6% e l’incidenza di Parkinson e Alzheimer è inferiore del 13%.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Osservatorio Nutrizionale e sugli Stili di Vita Grana Padano

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