Emicrania: farmaco furbo supera anche gli ostacoli genetici
Sanihelp.it - Si è appena concluso il 9° Simposio Internazionale sull’emicrania: il 12% della popolazione adulta, nel mondo, ne soffre, soprattutto fra i 25 e i 55 anni. In Italia le persone affette da emicrania sono 7 milioni, di cui 5 sono donne. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto questa malattia alla 19a posizione della classifica delle patologie
che comportano il maggior numero di anni vissuti in una condizione di dolore. Classifica che, se riferita alle donne, fa salire l’emicrania all’undicesimo posto.
I
triptani, la famiglia di farmaci ai quali appartiene
almotriptan tra quelli di nuova generazione, sono la migliore risposta terapeutica possibile per l’attacco di emicrania. La corretta prescrizione del farmaco monitorata con il diario della cefalea compilato dal paziente consente anche di non incorrere nella sempre più frequente e invalidante cefalea da uso eccessivo di farmaci sintomatici.
Le molecole anti-emicrania vengono assorbite in maniera differente da ogni paziente: un recente studio pubblicato su
Cephalgia (2008) ha dimostrato come almotriptan sia in grado di ridurre il problema della risposta individuale ai farmaci utilizzando più strade metaboliche, in modo da
dare i migliori risultati in molti casi di emicrania.
L’emicrania incide anche su fattori quali l’assenza o la qualità della prestazione sul luogo di lavoro o la frequenza a scuola, visto che la fascia di popolazione colpita dalla malattia è quella più attiva. Il miglior rapporto costo-efficacia fra i triptani orali considerati è dato proprio da almotriptan 12,5 mg, un risultato correlato al suo alto profilo di efficacia e tollerabilità. Il farmaco ha ottenuto
il miglior rapporto costo-beneficio globale di 18,47 Euro per paziente contro il secondo classificato con una spesa per paziente di 26,37 Euro.
Il Simposio ha confermato quanto sia efficace un’assunzione precoce del farmaco (quando il dolore è ancora lieve o entro un’ora dall’inizio dell’attacco) rispetto a quando l’attacco ha raggiunto un’intensità severa. Una dimostrazione arrivata con lo studio
Act when mild, che significa
Agisci quando è lieve.
Nello studio, il 53% dei pazienti con dolore lieve e il 37,5% di quelli con dolore moderato-grave avevano
superato del tutto la crisi in sole due ore dall’assunzione del farmaco. Infine, chi assumeva almotriptan nella fase di dolore lieve aveva meno ricadute ed era in grado di riprendere le normali attività in tempi molto rapidi.
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di Roberta Camisasca
Fonte: 9° Simposio Annuale sull’Emicrania di Barcellona
Tags: emicrania, triptani, almotriptan,
Revisione: 20-05-2009