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Menopausa: è il cuore il killer numero uno

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Pubblicato il: 22-05-2009
Sanihelp.it - Le patologie cardiovascolari so prima causa di morte fra le donne dopo i 50 anni. Il 49% delle italiane in menopausa è iperteso, il 38% ha livelli di colesterolo superiori a 240, il 30% è obeso, il 10% è diabetico e il 33% presenta sindrome metabolica.
Una vera e propria epidemia nei Paesi occidentali, anche a causa di comportamenti scorretti: il 14% fuma, una su 2 non pratica alcun tipo di attività fisica.

Per rispondere a questa emergenza, i medici indicano due vie: da un lato educare i pazienti al movimento, a una dieta sana e all’abbandono del tabacco, dall’altro promuovendo l’utilizzo della terapia ormonale sostitutiva (TOS), in Italia fermo a meno del 10%. Grazie alla ricerca infatti si sono sviluppate combinazioni in grado di limitare i disturbi più frequenti (vampate, sudorazione eccessiva, secchezza vaginale) e agire sui fattori di rischio cardiovascolare.

Nei giorni scorsi l’Agenzia Italiana del Farmaco ha ammesso in classe A (gratuita per i cittadini) Angeliq, l’unica associazione estro-progestinica utile nel ridurre la pressione arteriosa, a base di estradiolo e drospirenone, un progestinico con proprietà antimineralcorticoide.
Questa formulazione si è dimostrata efficace nelle ipertese, ma l’utilizzo regolare anche in donne normotese può avere effetti preventivi. La diminuzione della pressione minima di 5mmHg si associa a una riduzione del 40% del rischio di morte per stroke e del 25% per eventi cardiovascolari, mentre una diminuzione di 2 mmHg di pressione massima, comporta una riduzione del 10% di stroke e del 7% per eventi cardiovascolari.

Studi di farmacoeconomia hanno mostrato come questa terapia è vantaggiosa sotto il profilo della spesa, rispetto ai trattamenti antiipertensivi e ai costi della gestione degli eventi cardiovascolari.
La terapia ormonale può contribuire anche a contrastare gli effetti della menopausa sulla sessualità (variazioni del desiderio, dell’eccitazione vaginale/genitale e dell’orgasmo/soddisfazione) e sulle variazioni del corpo (aumento di peso, accumulo di grasso soprattutto sull’addome, sul petto e sulle braccia) e ad aiutare la donna over-50 a piacersi di più.

La comunità scientifica è ormai concorde sulla sicurezza cardiovascolare della TOS iniziata precocemente, prima dei 60 anni o comunque entro 10 anni dalla menopausa.
La vera novità è che questa terapia, se scelta con cura, può rivelarsi preventiva per le malattie cardiache
Le nuove formulazioni farmacologiche infatti (dosi di estrogeni più basse a progestinici di nuova generazione) hanno effetti positivi sul controllo della sintomatologia, ma anche sulla pressione arteriosa e sulla reattività vascolare. In particolare in uno studio con basse dosi di estrogeni si è registrato un miglioramento del metabolismo glico-insulinemico e lipidico. I vantaggi sono evidenti, sia nel contrastare l’innalzamento della pressione arteriosa, che l’aumento del peso e la ridistribuzione del grasso corporeo, soprattutto se si utilizza come progestinico il drospirenone.


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Redazione Sanihelp.it

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