Tumore
Parlare della malattia ai figli
La maggior parte dei malati oncologici hanno raggiunto la mezza età o sono anziani, tuttavia in alcuni casi sono ancora così giovani da avere dei figli a casa
Sanihelp.it - Parlare ai propri figli della malattia è un compito delicato e molto penoso. La cosa migliore da fare potrebbe essere affrontare l'argomento per gradi, lasciando il dialogo aperto nel tempo, mano a mano che la malattia fa il suo corso. Nel caso di decorso negativo, l'argomento si fa ancora più difficile, dato che probabilmnete la malattia porterà il genitore alla morte.
I figli devono essere coscienti di ciò che potrebbe accadere.
I bambini più piccoli di sei anni tuttavia, potrebbero non comprendere la situazione e in particolare la definitività che caratterizza la morte. Alcuni bambini mostrano però di accettare la morte in maniera molto concreta. Anche con gli adolescenti l'argomento è molto delicato, in questo periodo della vita infatti, i giovani hanno già molte difficoltà al dialogo con i genitori. In generale, i figli a tutte le età tendono a sapere e a capire più di quanto forse i genitori immaginino o vogliano credere.
Tenere loro nascosto il tumore è molto improbabile.
Anche quando non si affronti l'argomento in casa, la sofferenza dei figli può manifestarsi in vari modi:
- Diventano appiccicosi e piangono per ogni contrarietà.
- Scarso appetito, dolori addominali, vomito.
- Disturbi del sonno e brutti sogni.
- Peggioramento di problemi fisici con
asma, eruzioni cutanee e cefalee.
- Rifiuto di andare a scuola o scarso rendimento.
- Comportamento aggressivo o distruttivo.
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di Valeria Leone 
Fonte: Cancro ed emozioni - Centro Scientifico Editore Tags:
tumore malattia parlare figli
Revisione: 29-06-2009
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