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Decalogo per leggere le fiabe ai bambini

C'era una volta… Nati per leggere

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Pubblicato il: 03-06-2009

I benefici delle fiabe raccontate ad alta voce sul benessere e la crescita dei bambini sono stati dimostrati scientificamente. Un progetto italiano e 10 regole d'oro.

Sanihelp.it - I bambini sonno affascinati dal ritmo delle parole. Ascolterebbero per ore una storia, anche senza capirne il significato.
Ma le fiabe non sono solo belle da raccontare. Parlano lo stesso linguaggio del bambino, quello della magia, dei sogni, del mito: gli asini volano, il lupo parla e i tappeti si sollevano per aria correndo più veloci degli aerei.

Numerose ricerche hanno dimostrato che i bambini addormentati con una fiaba riposano più sereni e hanno meno incubi. Il motivo è semplice: il bosco, la strega, l’orco sono simboli che aiutano il bambino a tradurre in qualcosa di concreto il suo mondo interiore, liberandosi dalle sue angosce e insegnandogli a esprimere i suoi sentimenti.

«I benefici derivanti dalla lettura ad alta voce sono riassunti dalle evidenze scientifiche degli ultimi 20 anni, da cui è emerso che per lo sviluppo del linguaggio e delle abilità necessarie a leggere e scrivere non conta solo il bagaglio genetico, ma pesano molto anche le esperienze precoci a livello cognitivo ed emozionale», spiega Giorgio Tamburlini, Direttore Scientifico dell’IRCCS pediatrico Burlo Garofolo di Trieste.

«Negli ultimi anni la lettura ad alta voce si è in parte spogliata del suo abito didattico (avviare il bambino all’alfabetizzazione) e sta restituendo a genitori e bambini una modalità di relazione che si era persa col tempo, in cui si intrecciano conoscenza, intimità, complicità e vicinanza fisica - aggiunge Alessandra Sila, Educatrice del Coordinamento Regionale Nati per Leggere del Friuli Venezia Giulia, Centro per la Salute del Bambino onlus - Durante la lettura il bambino aspetta che la mamma parli, poi interviene indicando i disegni o inventando nuove varianti di una storia nota, ma anche richiamando all’ordine la mamma se la storia è narrata diversamente dal solito. Questa partecipazione è ciò che lo stimola a sviluppare capacità di relazione e cognitive».

Da questi presupposti nel febbraio del 2000 è stato importato in Italia il progetto Nati per leggere, nato oltre vent’anni fa oltreoceano col nome di Reach Out and Read con lo scopo di inculcare ai genitori l’arte della lettura ad alta voce.
Nati per Leggere ha saputo coinvolgere in questo decennio quasi il 25% dei bambini fra 0 e 5 anni. Nel 2007 ha raggiunto circa 20 milioni di italiani e quasi 260mila bambini.
In Italia il progetto ha interessato in particolar modo la regione del Friuli Venezia Giulia, che in nove mesi ha coinvolto 104 biblioteche, 108 pediatri e 400 lettori volontari che hanno seguito corsi speciali per imparare a leggere ad alta voce ai bambini.

In realtà le regole sono piuttosto semplici: le abbiamo riassunte in un decalogo.

1. Create l’atmosfera: bastano una luce soffusa, una musica di sottofondo, un ambiente calmo e silenzioso, un tono di voce caldo e anche un po’ misterioso. Mimate i rumori, battendo i pugni sul tavolo, pestando i piedi per terra, riproducendo il suono delle onde…
2. Immedesimatevi. Mentre si racconta, si deve credere profondamente a quello che si narra, diventano di volta in volta il lupo, il porcellino o il vento. Assumete il tono della voce, la gestualità e il movimento degli occhi adatti alle vicende.
3. Non cambiate l’inizio e la chiusura. La formula di incipit (C’era una volta) serve a segnare l’entrata nel mondo della fantasia, mentre il lieto fine (Vissero felici e contenti) rassicura il piccolo sul fatto che, nonostante le peripezie, il protagonista vivrà felice per sempre.
4. Stringetelo a voi. Lo aiuterà a superare i momenti di paura e a rassicurarlo sulla vostra presenza.
5. Non censurate le fiabe. Se ritenete che qualche fiaba sia troppo violenta, non raccontatela. Per il resto, le fiabe non vanno censurate, perché attraverso di loro il bimbo si libera dalle sue paure, purché via sia qualcuno vicino a lui, la storia sia ambientata lontano nel tempo e nello spazio e abbia un lieto fine.
6. Non modernizzate i simboli delle fiabe. Se il lupo di Cappuccetto diventa un killer, il racconto diventa troppo simile a un mondo che il bambino conosce, molto più angosciante.
7. Non personalizzate. Il protagonista della fiaba non può essere il bambino stesso: non avrebbe più la possibilità di vivere nei panni di un altro paure ed emozioni.
8. Non date spiegazioni razionali. Sarebbe fatica sprecata e poi le fiabe devono trasmettere emozioni, non essere prediche!
9. Non dite mai: Sono tutte stupidaggini! Spiegategli che le fiabe non appartengono al mondo immediato che sperimentiamo con i nostri sensi, ma descrivono un mondo interiore reale, che è quello dei sogni.
10. Ripetete, ripetete, ripetete. Se la fiaba gli piace, raccontategliela di nuovo, significa che risponde a un suo bisogno profondo. Sarà lui a stufarsi e a voler cambiare storia...


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Nati per leggere, Centro per la Salute del Bambino onlus

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