Le nuove Linee Guida mondiali sull'allergia al latte
Piccole allergie crescono
L'allergia alle proteine del latte è un problema diffuso in tutto il mondo, che va gestito nel modo opportuno per evitare carenze nutrizionali e problemi respiratori.
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Le tappe per gestire l’allergia al latte sono tre:
sospettarla, diagnosticarla e stabilire la diete appropriata. «Oggi la maggior parte dei bambini guarisce dall’allergia al latte e dunque trattare questa malattia nel modo corretto significa procurare meno sofferenze ai bambini, per due motivi: chi deve seguire una dieta senza latte può avere gravi carenze nutrizionali, e chi guarisce prima, probabilmente svilupperà meno asma», spiega ancora Fiocchi.
Ecco cosa diranno le nuove raccomandazioni internazionali:
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non ci si può affidare a metodiche alternative per la diagnosi dell’allergia alle proteine del latte: solo il dosaggio delle IgE specifiche, il test cutaneo e soprattutto il test da carico sono in grado di smascherarla
• l’allergia al latte non deve essere sospettata solo davanti a reazioni gravi, ma anche quando un bambino ha diarrea frequente,
eczema, scarsa crescita e/o asma persistente
• quando si elimina il latte dalla dieta, bisogna
togliere anche i formaggi, i dolci e i gelati; ma non è necessario evitare gli alimenti che contengono lattosio perché non è una proteina ma uno zucchero
• non tutti i sostituti del latte sono uguali: qualcuno ha migliori caratteristiche di tollerabilità, di palatabilità, di costo, di influenza sulla durata della malattia
• la malattia non è banale e deve essere affidata agli specialisti, non gestita dalla mamma o dal pediatra di libera scelta per tentativi.
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di Roberta Camisasca
Fonte: World Allergy Organization Tags:
allergia alle proteine del latte allergeni asma
Revisione: 19-10-2009
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