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Altro danno del fumo: la perdita di memoria aumenta nei fumatori

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Pubblicato il: 06-06-2003

Secondo i risultati di un nuovo studio, continuare a fumare sigarette anche raggiunta la mezz'età potrebbe produrre un calo della memoria.

Sanihelp.it - I ricercatori britannici hanno scoperto che tra i 40 e i 50 anni di età e rispetto ai non-fumatori, i fumatori evidenziavano un peggioramento più rapido del loro punteggio nei test di memoria verbale.
Gli autori scrivono, nell’American Journal of Public Health che, rispetto ai non-fumatori, i soggetti intorno ai 40 anni che fumavano avevano anche un rendimento peggiore nei test che misuravano la velocità nell’individuare alcune lettere in una pagina scritta.

Il rapporto tra fumo e perdita di memoria sembra più evidente nei soggetti che fumano oltre 20 sigarette al giorno e rimane invariato anche considerando l’influenza di fattori quali condizione socioeconomica, sesso e alcune condizioni mediche.

L’autore dello studio il Dr. Marcus Richards dello University College di Londra ha riferito che non è ancora chiaro perché il fumo acceleri la perdita di memoria correlata all’età. Un’ipotesi considera che il fumo potrebbe accelerare la perdita di memoria aumentando il rischio di ipertensione, che, a sua volta, potrebbe danneggiare il cervello. Tuttavia il rapporto tra fumo e funzioni cerebrali potrebbe essere un po’ più complesso.

Anche le sostanze chimiche contenute nel fumo di sigaretta potrebbero produrre danni diretti al cervello.
Richards ha affermato che qualunque siano i motivi per cui il fumo accelera la perdita di memoria, il messaggio che si ricava da questi risultati è quello di sommare un’ulteriore ragione per smettere di fumare, e se proprio non si riesce a smettere allora bisogna diminuire il più possibile il numero delle sigarette.

Nel corso dello studio, Richards e la sua equipe hanno esaminato informazioni raccolte da 5.362 individui nati nel 1946. I partecipanti allo studio sono stati contattati 21 volte entro i 53 anni di età. I ricercatori hanno misurato le funzioni mentali dei soggetti con una serie di test. Nel test che riguardava la memoria verbale, i ricercatori hanno mostrato ai partecipanti 15 parole per due secondi ciascuna, chiedendo poi loro di scriverne quante più ne ricordavano .

Durante i test di velocità e concentrazione, i soggetti dovevano osservare e segnare con una croce quante più lettere P e W riuscivano a trovare in una pagina contenente altre lettere entro un minuto. Sebbene nei test di memoria verbale intorno ai 40 anni i fumatori riportassero risultati analoghi a quelli dei non-fumatori, le prestazioni dei fumatori andavano peggiorando molto più rapidamente dai 40 ai 50 anni.

Inoltre i soggetti intorno ai 40 anni che dicevano di fumare avevano risultati peggiori, rispetto ai non fumatori, nei test di velocità.

I risultati suggeriscono inoltre che smettere potrebbe essere utile: infatti i ricercatori hanno scoperto che gli individui che smettevano di fumare prima dei 53 anni di età e soprattutto quelli che smettevano prima dei 43, tendevano a mostrare un più lento declino della memoria.

"I nostri risultati suggeriscono che smettere di fumare potrebbe rallentare l’impatto negativo del fumo sulle funzioni cognitive" ha affermato il Dr. Richards.

FONTE: American Journal of Public Health


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Redazione Sanihelp.it

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