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Il problema del disagio sessuale maschile

Sesso: quando lui è a disagio

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Pubblicato il: 30-06-2009

Quasi un uomo su tre è affetto da disagio sessuale. Una condizione scoperta di recente, che se non curata può sfociare in disturbi sessuali più seri e compromettere la vita di coppia.

Sanihelp.it - Circa il 30% degli uomini che si rivolgono all’andrologo per ragioni sessuali soffre di disagio sessuale, una condizione di malessere psicologico legato alla propria intimità che interferisce negativamente con la qualità della vita, danneggia la relazione di coppia e può evolvere in una vera disfunzione sessuale.

Si caratterizza per un senso profondo di inadeguatezza, che non passa con il tempo, tale da provocare una compromissione della salute. L’inadeguatezza può generare sia da modificazioni fisiologiche o parafisiologiche della funzione sessuale maschile, sia da patologie, disfunzioni, sintomi disfunzionali e dimorfismi, andrologici e non, che, pur estranei alla disfunzione erettile classica, possono ingenerare un disturbo analogo.
Il disagio sessuale così definito può portare a una richiesta di aiuto che esige un’appropriata presa in carico della persona.

Non esistono, a oggi, dati certi sulla diffusione di questa patologia e, per conoscerne meglio le caratteristiche, nei prossimi mesi la Società Italiana di Andrologia attiverà due nuovi studi scientifici il cui obiettivo è realizzare una rilevazione epidemiologica del disagio sessuale (quanti uomini ne sono affetti in Italia) e definire le linee guida per un intervento terapeutico efficace.

«Nel 2007 la SIA, attraverso uno studio nazionale e un Consensus Development Panel, ha definito una nuova area di intervento denominata disagio sessuale maschile, una condizione che, sebbene non sia immediatamente identificabile come disturbo patologico, tende ad accrescere uno stato di apprensione negli uomini che ne sono affetti, tanto da indurli a chiedere aiuto all’andrologo, assimilando in modo errato il disturbo alla disfunzione erettile», spiega il professor Vincenzo Gentile, Presidente della SIA.

«Il disagio sessuale è una patologia ampiamente diffusa e per la quale fino a due anni fa non esisteva né la definizione né le indicazioni su come identificarla e curarla – aggiunge Edoardo Pescatori, Responsabile dell’Unità Operativa di Andrologia dell’Hesperia Hospital di Modena – Non esistono a oggi dati certi che ci permettano di identificare la portata del disturbo e, soprattutto, non ci sono esperienze scientificamente validate che permettono di identificare il migliore approccio terapeutico. Questi due studi rappresentano quindi un passo in avanti verso la definizione dei migliori strumenti da mettere a disposizione degli specialisti per rispondere alle richieste sempre numerose dei pazienti».

Uno di questi strumenti è il Questionario di Valutazione del Disagio Sessuale Maschile, usato per valutare il profilo del paziente in relazione alla presenza di disagio sessuale non dipendente da disfunzioni sessuali classicamente definite. È stato elaborato sulla base delle testimonianze di circa 300 andrologi distribuiti sul territorio nazionale. Si compone di 16 domande che indagano la vita sessuale del paziente al fine di far comprendere al medico l’origine del problema.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SIA - SocietÓ Italiana di Andrologia

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