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Vacanze: occhio ai falsi menù acchiappaturisti

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Pubblicato il: 01-07-2009
Sanihelp.it - La maggioranza degli italiani (50,3%) non si fa mai mancare in vacanza la degustazione delle specialità enogastronomiche locali sulle quali è però in agguato il rischio tarocco con i menù acchiappaturisti e i falsi souvenir di prodotti tipici che si moltiplicano lungo tutta la penisola.

È quanto è emerso all’incontro su Le vacanze nel piatto organizzato dalla Coldiretti e dal Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari per affrontare i pericoli che incombono sul piacere più ambito in vacanza dagli italiani, che nel tempo libero sono più facilmente disponibili a rinunciare a shopping, visite culturali, gioco, sport, avventura e la ricerca di nuove amicizie piuttosto che alla buona tavola, sulla base di un'indagine Swg/Confesercenti.

Nel corso dell’incontro sono stati serviti sul piatto alcuni esempi più aberranti delle ricette falsificate nei luoghi turistici, ma è stata allestita dalla Coldiretti anche una mostra dei souvenir autentici insieme ai consigli per riconoscerli dalle etichette: è il caso dell’olio extravergine di oliva per il quale, con il primo luglio 2009, scatta lo storico obbligo di riportare in tutta Europa l’indicazione di provenienza delle olive per impedire di spacciare come Made in Italy il prodotto importato.

Durante le ferie quasi tre italiani su quattro (74%) colgono l’occasione per mangiare fuori, alla ricerca nella maggioranza dei casi (64%) delle abitudini e delle usanze alimentari del luogo.
Il rischio tarocco riguarda le località più turistiche dove è bene tenersi alla larga, dai ristoranti che offrono ricette violentate come la cotoletta alla milanese preparata con carne di pollo o maiale, fritta nell’olio di semi al posto della carne di vitello fritta nel burro e fuggire rapidamente di fronte ad una locanda romana che offre spaghetti alla carbonara con prosciutto cotto al posto del guanciale e formaggio grattugiato al posto del pecorino romano.

Il pericolo frodi riguarda anche il souvenir enogastronomico del luogo di vacanza che è il preferito dai 37 milioni di turisti italiani per portarsi a casa un ricordo appetitoso come extravergini, formaggi, salumi e conserve per una spesa stimata dalla Coldiretti in oltre un miliardo di euro in prodotti garantiti da marchi comunitari. Dalla Soppressata calabrese al formaggio Asiago in Veneto, dalla Fontina in Valle d'Aosta alla lenticchia di Castelluccio in Umbria, dal prosciutto San Daniele nelle montagne del Friuli ai capperi di Pantelleria della Sicilia, dalla Mozzarella di bufala campana al Pecorino in Sardegna sono alcuni esempi delle specialità più ricercate.

Per non cadere negli inganni e nelle frodi la prima cosa da fare è cercare sulle confezioni il caratteristico logo (DOP/IGP) a cerchi concentrici blu e gialli con la scritta per esteso nella parte gialla Denominazione di Origine Protetta o Indicazione Geografica Protetta mentre nella parte blu compaiono le stelline rappresentative dell’Unione Europea.

Attenzione invece all’acquisto di prodotti spacciati come tipici del territorio, ma che non hanno nulla a che fare con la realtà produttiva locale, come nel caso dell’offerta di prosciutti di montagna o di campagna spesso provenienti dalla stagionatura di cosce di maiali olandesi, ma anche di panini ciociari che sfruttano del tutto impropriamente l’appeal del territorio. In questi casi occorre intervenire stringendo le maglie larghe della legislazione che rischia di favorire la commercializzazione di prodotti ingannevoli.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Coldiretti

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