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Malaria sempre in primo piano

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Pubblicato il: 07-07-2009

Prima delle vacanze estive la Società Italiana della Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni (SIMVIM) fornisce ai viaggiatori informazioni utili per la loro salute e sicurezza

Sanihelp.it - Come spiega Andrea Rossanese, Consigliere della SIMVIM, la malaria rappresenta ancor oggi uno dei più importanti killer nella popolazione mondiale, responsabile di circa 400-500 milioni di nuovi casi e di circa un milione di morti ogni anno.
Nei paesi più sviluppati la malaria è ormai quasi totalmente una malattia di importazione, acquisita da viaggiatori durante il soggiorno in paesi endemici.

La malaria è un’infezione causata da un parassita trasmesso all’uomo dalla puntura di zanzare femmine della specie Anopheles, che pungono soprattutto nelle ore serali e notturne (dal tramonto all’alba).
Il segno clinico più frequente in assoluto è costituito dalla febbre, alla quale se ne possono associare moltissimi altri, che rendono il quadro clinico complessivo assai aspecifico (malessere generale, cefalea, dolori muscolari, nausea, disturbi intestinali con diarrea, tosse).

Proprio per questo motivo si preferisce sostenere che qualsiasi febbre in un soggetto rientrato da un paese endemico per malaria, è una malaria fino a dimostrazione contraria. In caso di infezione non prontamente diagnosticata e trattata si possono sviluppare delle complicanze assai pericolose.
La corretta valutazione del rischio malarico per un viaggiatore non è certo un compito facile, poiché sono molte le variabili che lo influenzano.
Si dovrà tenere conto del paese visitato, delle diverse regioni all’interno di uno stesso stato, della stagionalità, delle zone in cui si va a pernottare, del tipo di alloggio (albergo piuttosto che tenda; con o senza aria condizionata), del periodo di permanenza nella zona malarica, del tipo di attività che si intende compiere (presupponendo che attività all’aria aperta pongano a maggior rischio).

Una volta stabilito il grado di rischio per il singolo viaggiatore, il passo successivo è costituito dall’individuazione, attraverso le specifiche mappe, della specie di plasmodio più diffusa nelle zone visitate. Solo in questo modo si potrà individualizzare la strategia preventiva più opportuna che si basa sulle misure di protezione personali (aspecifiche, che permettono di ridurre in generale il rischio di essere punti dagli insetti) e sui farmaci per la chemioprofilassi (specifici per la malaria).




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