Sotto il sole con i vestiti giusti
Gli abiti che proteggono dal sole
Proprio come le creme solari, esistono dei vestiti con fattore protettivo, capaci di difenderci dagli effetti nocivi del sole. Ecco come riconoscerli e come sceglierli.
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I capi di abbigliamento anti-UV conformi alle norme UNI si riconoscono perché sono marcati e
riportano il numero della norma e l’indicazione del fattore protettivo 40+. Un pittogramma che rappresenta un sole con ombreggiature contrassegna i capi con UPF maggiore di 40, per indicare una protezione contro l’esposizione ai raggi UVA e UVB.
I requisiti minimi del tessuto, specificati nella norma, assicurano
una protezione sufficiente per tutte le situazioni (tranne quelle più estreme che è molto improbabile che si verifichino alle latitudini italiane).
Bisogna comunque sempre tenere presente che:
• le fibre sintetiche (poliestere) offrono una protezione maggiore delle fibre naturali (cotone o lino)
• i tessuti a maglia stretta proteggono meglio delle stoffe leggere
• i colori più forti e accesi proteggono meglio del bianco o dei colori pastello
• se la luce, e quindi i raggi del sole, riesce a passare attraverso i vestiti la pelle non è abbastanza protetta dai raggi nocivi
• il grado di protezione di un indumento si riduce nel caso questo sia strappato, logoro, danneggiato o bagnato.
La guida - realizzata grazie alla collaborazione di ANFAO, Commissione difesa vista, SMI (Sistema Moda Italia) e UNITEX (Associazione Nazionale per l'Unificazione nel settore Tessile) - è scaricabile dal sito www.uni.com.
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di Roberta Camisasca
Fonte: Guida UNI: Sole amico. Proteggersi con occhiali e abbigliamento anti UV a norma
Tags: sole, vestiti, fattore protettivo
Revisione: 28-07-2009