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Gli ormoni sessuali proteggono dall'Alzheimer?

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Pubblicato il: 10-10-2001

Uno studio effettuato sui maschi ipotizza che gli ormoni sessuali potrebbero proteggere dall'insorgenza della malattia di Alzheimer.

Sanihelp.it - CHICAGO – Uno studio effettuato sui maschi ipotizza che gli ormoni sessuali potrebbero proteggere dall’insorgenza della malattia di Alzheimer. Il Dott. Sam Gandy ed i suoi collaboratori dell’Università di New York hanno studiato un gruppo di 6 uomini trattati con terapia di inibizione degli ormoni sessuali maschili(androgeni) finalizzata alla cura del tumore alla prostata.

Gli scienziati hanno analizzato con particolare attenzione i livelli ematici di beta-amiloide.. Il beta-amiloide forma alcune “placche” a livello encefalico che si trovano frequentemente nella malattia di Alzheimer; inoltre elevati livelli di questa frazione proteica nel sangue sembrano aumentare il rischio di atrofia cerebrale.

Durante il congresso annuale dell’Associazione Neurologica Americana Gandy ha spiegato che, dopo i primi sei mesi di terapia alla discesa del livello di testosterone fù rilevato un raddoppio dei livelli di beta-amiloide nei 6 pazienti in esame.

“Un raddoppio del valore potrebbe essere importante in un individuo con altri fattori di rischio presenti,” ha aggiunto. “Comunque vorrei evitare di saltare subito alla conclusione che un incremento dei livelli di amiloide sia direttamente collegato allo sviluppo dell’Alzheimer.”

La diminuzione graduale e naturale dei livelli di testosterone con l’avanzare dell’età “potrebbe spiegare perché l’Alzheimer si sviluppa tendenzialmente in età prevalentemente anziana”, commenta Gandy. “Le persone con una predisposizione genetica allo sviluppo dell’Alzheimer potrebbero avere, già di base, livelli di amiloide tendenzialmente più elevati. Quando l’equivalente maschile della menopausa, l’andropausa, riduce la secrezione dell’ormone androgeno nelle gonadi, i valori di amiloide a livello cerebrale potrebbero aumentare, formando dei depositi.”

Gandy aggiunge che l’influenza degli ormoni sessuali sulla demenza senile sembra essere universale. Se è infatti provato che l’estrogeno protegge le donne contro lo sviluppo dell’Alzheimer, è facile scommettere che il testosterone abbia la stessa funzione per gli uomini.

Gandy aggiunge che gli studi comprovanti l’efficacia della Terapia di Sostituzione degli Ormoni (HRT) nella protezione delle donne contro l’Alzheimer, sono molto più approfonditi.

A questo riguardo, ha accennato ad un importante studio in corso alla Columbia University di New York e ad altri progetti minori che suggeriscono un collegamento tra HRT e salute cerebrale.

“Su 15 studi epidemiologici pubblicati dal 1990 ad oggi, 14 reputano che il rischio di ammalarsi di malattia di Alzheimer nelle donne dopo la menopausa venga ridotto della metà grazie all’ "HRT"

I risultati della ricerca in corso alla Columbia University sono attesi entro 18 mesi. Gandy afferma che lui e i suoi colleghi della Università di New York intendono aggiungere altri pazienti maschi alle ricerche in corso.


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Redazione Sanihelp.it

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