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Velaterapia

In barca a vela contro lo stress

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Pubblicato il: 04-08-2009

Si chiama velaterapia e secondo la Società Italiana di Psicologia è un toccasana contro lo stress. Merito di mare, sole, vento e relazioni con gli altri membri dell'equipaggio

Sanihelp.it - Si chiama velaterapia e secondo la Società Italiana di Psicologia mare e vento combattono lo stress, la depressione e le ansie legate alla vita di tutti i giorni. Si mettono in atto dinamiche particolari perché si è costretti, in un certo senso, a muoversi in uno stesso ambiente e uno spazio ristretto e a collaborare dando ascolto a un leader. La dottoressa Emanuela Mencaglia, psicologa di Humanitas, spiega meglio cos’è la velaterapia e quali sono i suoi benefici.

«Da circa trent’anni in Europa si pensa alla vela non solo come un’attività di svago e divertimento, ma anche come un supporto terapeutico, da inserire in progetti riabilitativi con spunti socializzanti, in gruppi di persone con diversi bisogni che vanno dalla riabilitazione fisica a quella psichica e sociale. A questo si aggiunge l’inserimento dell’esperienza velica anche nei gruppi di lavoro, in quello che viene chiamato team-building.

In Italia la velaterapia risale a una quindicina di anni fa e a oggi sempre più associazioni veliche la propongono tra le loro iniziative. Perché funziona? Su di una barca a vela le dinamiche di gruppo si amplificano, si ricrea una società in miniatura che ripropone le relazioni quotidiane con la massima intensità. L’avventura evocata dall’andar per mare si mescola alla responsabilità di ogni membro dell’equipaggio verso l’altro, al mettere in sicurezza se stessi e gli altri, a restare nel proprio ruolo e rispettare i ruoli altrui, allo stare a regole precise e sottostare agli ordini di un comandante. Nello specifico in questo caso nell’equipaggio è presente anche uno psicoterapeuta che inserisce, in un setting inusuale, la sua competenza professionale.

Questa è un’esperienza che porta a un consolidamento del sé e a un miglioramento della propria consapevolezza corporea. Proprio per questo il metodo viene utilizzato in gruppi di ragazzi spesso definiti difficili o su pazienti psichiatrici. Per le sue implicazioni fisiche è anche utilizzata per persone con varie disabilità organiche. Credo sia implicito che per tutti quelli che amano il mare, decidere di andare a vela sia la scelta per definizione, ma questa sensazione, nel suo genere unica, potrebbe diventare un incubo per chi soffre di mal di mare o per chi viene intimorito dalla vastità dello specchio d’acqua sottostante la barca o dalla forza con cui naturalmente si muovono vento e acqua».

Se non avete mai provato il gusto di questa avventura, l'estate è un ottimo momento. Molti centri velici organizzano uscite nei weekend: un modo unico per divertirsi, rilassarsi, godere della natura e tenere lontani stress e preoccupazioni.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
www.humanitasalute.it

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