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Riconoscere l'ovulazione

Il momento giusto per avere un bambino

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Pubblicato il: 01-09-2009
Sanihelp.it - Fra le competenze che le donne hanno ricevuto in dotazione dalla natura c’è anche la capacità di riconoscere, grazie ad alcune modificazioni che avvengono fisiologicamente nell’organismo, se l’orchestra ormonale sta eseguendo la sua musica correttamente o se invece… stona. In questo modo diventa più facile capire quando è il momento giusto per provare a concepire un bambino.

«Se la donna sta cercando di rimanere incinta, il modo più semplice per aumentarne le probabilità è quello di scoprire con esattezza in che momento avviene l’ovulazione, ovvero quando l’ovocita è rilasciato dall’ovaio e inizia il suo viaggio attraverso la tuba di Falloppio»,  afferma Gian Benedetto Melis, Fondatore della Fondazione Benessere Donna onlus e Direttore della Clinica Ginecologica Ostetrica e di Fisiopatologia della Riproduzione Umana, Università degli Studi di Cagliari.

Se il ciclo della donna è regolare, si può ritenere che l’ovulazione avvenga intorno al quattordicesimo giorno. Ma non sempre questa scadenza viene rispettata e anche nella stessa donna il giorno dell’ovulazione può cambiare di mese in mese.
Per le coppie alla ricerca di un figlio diventa quindi fondamentale saper riconoscere i giorni più fertili, facendo attenzione a tre segnali principali:

1. Alterazione della temperatura. La temperatura basale si abbassa in prossimità dell’ovulazione e si alza subito dopo, per via del progesterone; per questo se si prende l’abitudine di misurare quotidianamente la temperatura e si tracciano tutti i valori delle misurazioni su un grafico, sarà abbastanza semplice notare queste piccole variazioni. La temperatura va misurata per via rettale, al mattino prima di alzarsi dal letto e di aver fatto colazione.
 2. Osservazione del muco cervicale. Bisogna fare caso alle piccole perdite biancastre che si verificano tra una mestruazione e l’altra: è il muco elaborato dalle ghiandole cervicali e la sua secrezione dipende dall’azione degli estrogeni e del progesterone. Il muco raggiunge la produzione massima vicino all’ovulazione, diventa chiaro, limpido, trasparente e molto filamentoso. È importante però non confondere la fisiologica produzione di muco con la presenza di secrezioni dovute a un’infiammazione: queste ultime di solito sono maleodoranti e giallastre.

3. Dolore alle ovaie. Il momento dell’ovulazione è annunciato da leggeri dolori al basso ventre, soprattutto dal lato dell’ovaio in cui si sta dischiudendo il follicolo.

Dopo alcuni mesi di allenamento diventa abbastanza facile riconoscere questi segnali.

In alternativa, esistono appositi kit (si trovano in farmacia e nei supermercati più forniti) che identificano con maggiore precisione l’ovulazione e danno indicazioni su quando avere rapporti fecondi.

All’apparenza si presentano come dei test di gravidanza, sotto forma di stick da bagnare con l’urina (possibilmente la prima del mattino, ma non è essenziale) e utilizzano il metodo più accurato per l’individuazione dei giorni fertili: l’identificazione del picco dell’ormone luteizzante (LH).
L’aumento della presenza di tale ormone nelle urine si verifica circa 24-36 ore prima della liberazione di un ovulo da parte delle ovaie (ovulazione). La fertilità è massima il giorno in cui viene rilevato l’aumento di LH e il giorno successivo. Sono test in genere molto precisi e affidabili.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
N. Vozzella, Quando il figlio non arriva, Red Edizioni

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