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Influenza suina: facciamo il punto

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Pubblicato il: 01-09-2009

Mentre si attendono notizie sul giovane ricoverato a Monza per l'influenza AH1N1, il Ministero sta elaborando la campagna vaccinale prevista per novembre.

Sanihelp.it - La notizia del ricovero, all’Ospedale San Gerardo di Monza, di un giovane in gravi condizioni in seguito a un’infezione da virus AH1N1 ha seminato di nuovo il panico tra gli italiani circa i possibili effetti della famigerata influenza suina. Ma le autorità invitano a diffidare di falsi allarmismi.

L'evoluzione in Sindrome da Distress respiratorio, infatti, riscontrata nel ventiquattrenne, è una complicazione molto rara dell’infezione da virus AH1N1, ma anche di altre numerose infezioni virali.

La letalità della nuova influenza inoltre, sulla base dei dati del Centro Europeo Controllo Malattie (ECDC) di Stoccolma, nei paesi dell'Unione Europea e dell'area EFTA è attualmente dello 0,21%. A livello globale, secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, è dello 0,98%.

Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo la storia di questa pandemia. Ad aprile di quest’anno, si sono registrati in Messico casi di infezione nell’uomo da nuovo virus influenzale di tipo A(H1N1), mai rilevato prima nell’uomo. Il 24 aprile, l'Oms ha allertato i governi sui possibili rischi connessi alla diffusione di questa nuova influenza nell'uomo e l'11 giugno ha portato il livello a 6 su 6, dichiarando il periodo pandemico, cioè l'aumentata e prolungata trasmissione del virus nella popolazione in numerosi Paesi del mondo, ma sottolineando il carattere moderato di questa pandemia.

Come precisato dal Vice Ministro Ferruccio Fazio, il massimo livello di allerta per la nuova influenza non è dovuto alla gravità clinica dei sintomi, ma alla grande diffusione geografica del virus. A oggi i casi confermati di influenza AH1N1 in Italia sono circa 1.900, di cui circa il 10% secondari.

Una buona notizia riguarda l’arrivo del vaccino, pronto probabilmente per l’autunno. In particolare, in base alle stime sulla disponibilità delle dosi, il Ministero è orientato a vaccinare il 40% della popolazione, di cui quasi nove milioni entro il 31 dicembre 2009, la rimanente quota nei primi mesi del 2010.

La vaccinazione verrà offerta prioritariamente, in prima battuta, ai soggetti a rischio perché affetti da patologie croniche gravi, al personale sanitario che deve garantire le prestazioni assistenziali, a quello che si occupa degli aspetti di sicurezza del Paese (vigili del fuoco, polizia,protezione civile, ecc.) e a quello che assicura la continuità dei servizi cosiddetti essenziali (acqua, energia, telecomunicazioni, rifiuti, ecc.).
In seconda istanza, il vaccino sarà offerto alla popolazione dai 2 ai 27 anni, fascia d'età che, dai dati sull'andamento mondiale della malattia da aprile a oggi, risulta essere la più colpita dall'infezione che, in tali soggetti, si trasmette più facilmente.

Resta ferma, a partire da ottobre, la conduzione della campagna vaccinale contro l'influenza stagionale, diretta alle persone anziane e alle categorie a rischio per patologie pregresse.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

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