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Maternità e occupazione

Maternità: il grande rientro

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Pubblicato il: 08-09-2009

Per alcune neomamme la fine dell'estate coincide con la fine del congedo per maternità. Molte di loro rinunciano a tornare al lavoro perché in difficoltà. Ma le soluzioni ci sono.

Sanihelp.it - Già è difficile tornare al lavoro dopo la fine delle vacanze, figuriamoci poi se questo rientro coincide con la fine del congedo per maternità. Da una recente ricerca condotta da StrategyOne per conto di Milupa, è emerso che sono le neomamme sopra i 35 anni a subire le maggiori difficoltà in ambito lavorativo.

L’indagine, svoltasi su un campione di oltre 800 mamme di bambini da 0 a 12 mesi, rivela che circa il 56% delle mamme lavoratrici tra i 18 e i 29 anni svolge un’attività part time, mentre le rimanenti hanno occupazioni full time oppure lavorano in altre condizioni. Considerando la fascia delle over 30, invece, la maggior parte delle mamme lavoratrici (circa il 54%) è impegnata in attività lavorative a tempo pieno.

Inoltre, ben l’80% delle mamme under 24 si dichiara molto o abbastanza soddisfatta del proprio lavoro, mentre sono meno soddisfatte oltre i 25 anni, solo il 60% di loro si dichiara in questo caso molto o abbastanza soddisfatta.

Molto alta la convinzione che le madri lavoratrici siano penalizzate nel loro percorso di carriera: il 31% delle under 24 è convinta di questo, percentuale che arriva al 75% nel caso delle over 35. Una donna su due teme poi di non riuscire a conciliare efficacemente lavoro e famiglia.

Dallo studio, emerge infine una certa sfiducia nell’effettiva capacità delle aziende, sia pubbliche che private, di offrire alle madri servizi specifici (orari flessibili, possibilità di baby-garden) che possano supportare la difficile condizione delle neomamme.

Vi è così una tendenza a restare più a lungo lontano dal lavoro, quasi per disperazione, mentre il desiderio autentico sarebbe quello di riprendere un’attività, non solo per necessità materiali, ma per la completa espressione e realizzazione del proprio io-sociale.
Per venire incontro a queste donne Tracey Godridge e Martine Gallie, esperte in problemi di maternità e autrici del libro Mamme che lavorano, illustrano le possibilità che si prospettano alle neomamme.

Se si decide di tornare al proprio posto di lavoro, si può negoziare con l’azienda un orario flessibile (si garantisce la presenza nelle ore centrali della giornata gestendo liberamente le ore restanti) o un part-time, verticale (otto ore giornaliere per meno giorni alla settimana) od orizzontale (mezza giornata).
Oppure si può passare a innovative formule come il telelavoro (il lavoro da casa) o il job sharing (una stessa posizione lavorativa, con incarichi, responsabilità, stipendio, vacanze e contributi, viene suddivisa tra due persone).

Se tutto questo non è possibile, si possono prendere in considerazione strade nuove: diventare free lance (per esempio nel campo delle PR, pubblicità e marketing, design e grafica, giornalismo, traduzioni, ecc.) o avviare un’attività in proprio.

L’importante è non arrendersi, cercare la propria strada e far valere i propri diritti.

Intanto a fine luglio il Consiglio dei Ministri ha votato la direttiva europea 2006/54, proposta dal Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, che rafforza la tutela delle donne nei periodi di gravidanza e maternità. Tra le novità, l'aumento della pena per i datori di lavoro che violano le norme antidiscriminatorie: sono previste multe fino a 50mila euro e l'arresto fino a un anno.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Indagine StrategyOne per Milupa

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