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Gli italiani e lo stress

Abbasso lo stress

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Pubblicato il: 22-09-2009

Almeno un italiano su due dice di fare i conti con lo stress. Le contromisure? Non si conoscono, oppure sono completamente sbagliate. Che fare allora per sentirsi più freschi e attivi?

Abbasso lo stress © SXC Sanihelp.it - Chi non fa i conti con lo stress? Soprattutto in un momento come questo in cui si sommano vari fattori ansiogeni come il rientro dalle vacanze, la crisi economica e l’emergenza pandemica dell’influenza A, gli italiani hanno a che fare con i sintomi dello stress. Che però viene combattuto con le armi sbagliate. Anzi, il più delle volte le strategie messe in atto da chi si sente stanco e stressato sono proprio l’opposto di quelle che invece andrebbero adottate.

È quanto emerge da un’indagine condotta sul sito www.actimel.it tramite questionari liberi per scoprire il livello di stress degli italiani, ma soprattutto la loro percezione soggettiva dello stress, i sintomi correlati a questo stato psico-fisico e le contromisure messe in atto per superarlo.

«L’indagine, condotta su un campione di 4.190 persone (59,6% donne e 40,4% uomini, con un’età media di 38 anni), offre risultati poco tranquillizzanti - commenta Daniela Lucini, Professore Associato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Milano, Specialista in Psicologia Clinica, Psicoterapeuta e autrice di Superstress, come superare la crisi senza che il lavoro ti rovini la salute (Edizione Rizzoli 2009). - Oltre la metà di chi ha scelto di compilare il questionario presenta un elevato punteggio relativo alla percezione di stress e sintomi relativi, soprattutto stanchezza».

Considerando tre profili di stress (stress, qualche segnale di stress e non stress), infatti, ben il 54,6% degli intervistati si considera stressato, il 35,5% sostiene di manifestare primi segnali da stress e solo poco più del 10% delle persone ritiene di non presentare fastidi associabili a questa situazione.

Ansia, stanchezza e fastidi fisici diffusi sono i disturbi che più frequentemente vengono riportati dall’esercito degli stressati. Si va da malesseri gastrointestinali fino al cardiopalmo, passando per crisi di mal di testa del tutto inspiegabili, se non con l’eccessiva tensione. Una serie di situazioni che, in base a quanto emerge dall’indagine, incidono a tal punto sulla salute da divenire cause di assenza sul lavoro.

«Le palpitazioni, il nodo alla gola, i disturbi gastrici e intestinali che abbiamo tutti sperimentato non sono una suggestione, ma riflettono il coinvolgimento del sistema nervoso autonomo, che insieme a quello ormonale e immunologico, viene attivato in condizioni di stress», spiega Massimo Pagani, Direttore del Centro di Ricerca sulla Terapia Neurovegetativa e della Scuola di Specialità in Medicina dello Sport dell’Università di Milano.

Ma chi si sente stressato spesso assume delle contromisure che in realtà non fanno altro che peggiorare la situazione. La stanchezza e il malumore derivanti dalla situazione di stress spingono infatti alla ricerca di soluzioni comode e apparentemente logiche, come cibi gratificanti (ma supercalorici, come cioccolato, pasta e pane) e riposo fisico (quindi sedentarietà).
Ma rimpinzarsi di cibo sprofondati sul divano non aiuta, anzi. Chi adotta questa strategia, infatti, non riscontra benefici né fisici né psichici, la stanchezza rimane e compaiono anche malessere gastrointestinale, gonfiore e pesantezza addominali.

Un fenomeno riportato anche dall’indagine: «Maggiore era il punteggio di percezione di stress e sintomi, peggiore era lo stile di vita riferito – conferma la professoressa Lucini - L’eccessiva sedentarietà caratterizza chi dice di essere stressato, mentre chi ha dichiarato di fare una regolare attività fisica tende a rinforzarsi nei confronti di questo nemico. Analogamente accade per l’alimentazione: gli stressati spesso affermano di cambiare il modo di mangiare, o mangiando di meno (in un caso su tre tra quanti sono stressati), o cercando invece di aumentare la quota calorica (quindi mangiando di più) in un caso su quattro».

Perché questo succede? «L’apparato digerente è in diretto collegamento con il cervello – risponde l’esperta - Connessioni nervose vere e proprie rappresentate dal sistema nervoso autonomo e connessioni biochimiche rappresentate da una serie di proteine speciali, che da un lato contribuiscono a modulare le funzioni gastro-intestinali, dall’altro interferiscono con i centri cerebrali responsabili dell’umore, della percezione di stress, della gratificazione ecc».

È invece fondamentale imparare le regole, alimentari e comportamentali, per combattere lo stress e stare meglio.



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