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Genetica

Il Dna decide l'età del primo rapporto

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Pubblicato il: 22-09-2009

Il sesso precoce è scritto nei geni e i figli con padri assenti sono più inclini a sperimentare la sessualità prima degli altri.

Sanihelp.it - Perché ci sono adolescenti che sperimentano le gioie del sesso prima degli altri? Negli anni si sono sviluppate molte teorie, una delle quali punta al rapporto con un genitore assente: i figli senza padre sarebbero, cioè, più predisposti al sesso precoce.

Come influisce l’assenza paterna? Anche al riguardo si sono fatte molte ipotesi: se i genitori hanno relazioni instabili, i bambini imparano a orientarsi verso il sesso fine a se stesso, se il padre non c’è e la madre ha una vita sessuale aperta, il bambino cresce con la convinzione che il sesso fuori dal matrimonio sia la norma, sino ad arrivare all’ipotesi più semplice che, con un genitore assente, diminuisce il controllo sui figli.

Un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Oregon, però, ritiene che l’assenza del padre influisca certo sulla precocità dei rapporti sessuali, ma sempre meno di quanto non faccia la genetica. E a dimostrazione di questo ha recentemente pubblicato uno studio in cui è stata confrontata l’età del primo rapporto tra adolescenti cresciuti con un padre sempre assente, assente solo in parte o sempre presente.

Per valutare l’aspetto genetico, lo studio ha esaminato oltre mille cugini dai 14 anni in poi. I risultati dello studio parlano chiaro: il 63,2% dei ragazzi con un padre assente aveva già fatto sesso, contro il 52,5% di quelli il cui padre mancava solo alcune volte e il 21% di quelli con un papà presente. L'età media della prima volta per gli adolescenti del primo gruppo era di 15,28 anni, contro i 15,36 del secondo e i 16,11 del terzo. Ma più geni i ragazzini condividevano, più era simile l’età della prima volta, indipendentemente dalla presenza paterna o meno.

«Non esiste il gene del padre assente, ma ci sono contributi genetici paterni e materni che aumentano la probabilità di un inizio precoce della vita sessuale dei figli, tra cui impulsività, uso e abuso di sostanze e ricerca di sensazioni forti », spiega Jane Mendle, alla guida dei ricercatori statunitensi. Pare quindi che non sia sufficiente l’azione dell’ambiente in cui si nasce o si cresce per modificare la sessualità, ma, per stessa ammissione degli esperti, serviranno altri studi su più ragazzi, per distinguere il ruolo dell’ambiente da quello del DNA.


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