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Prevenzione

Lo stile di vita che ti salva il cuore

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Pubblicato il: 29-09-2009

Prima dei farmaci, è il nostro stile di vita che ci aiuta a tenere lontani infarti e ictus. Bastano poche regole accortezze, a partire dal luogo dove trascorriamo più tempo: il lavoro.

Sanihelp.it - Secondo quanto emerge dal rapporto Statistiche delle malattie cardiovascolari in Europa 2008, promosso dall’European Heart Network, le malattie cardiovascolari costituiscono ancora la causa di morte di primaria rilevanza in Europa: uccidono ogni anno 2 milioni di europei, di cui 250.000 italiani, e ne rendono invalide altrettante. Un costo in Italia di circa 22 miliardi di Euro ogni anno.

Quest’anno la Giornata Mondiale del Cuore (che si è celebrata domenica 27 settembre in oltre 100 Paesi del mondo) ha puntato i riflettori sulla prevenzione quotidiana, intesa come l’insieme di attenzioni che, messe in pratica tutti i giorni, riducono il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari.

La salute del cuore, infatti, dipende in prima istanza dal nostro benessere psicofisico. Farmaci e chirurgia sono armi straordinarie una volta che il danno si è instaurato o in presenza di rischi elevati, ma per assicurarsi un cuore sano e forte è necessario giocare d’anticipo, prendendoci cura di lui in ogni momento della giornata, sette giorni su sette.

E dove questo se non là dove l’individuo passa il maggior tempo della sua giornata? È proprio il luogo di lavoro, dove si svolge un terzo della nostra vita attiva, al centro della riflessione della Giornata di quest’anno.

«Il posto di lavoro è il luogo dove i noti fattori di rischio come aumento del colesterolo, della pressione sanguigna, il fumo, la cattiva alimentazione, la sedentarietà, lo stress e l’insoddisfazione nel lavoro possono aumentare - ricorda il professor Cesare Fiorentini, Professore Ordinario di Cardiologia e Direttore Dipartimento di Scienze Cardiovascolari Università degli Studi di Milano – In particolare, a un maggior rischio cardiovascolare si associano l’eccesso di ore di lavoro, i lavori con turni notturni (il cosiddetto shift-work), i lavori che richiedono un’immediata risposta alle emergenze (forze dell’ordine, personale di ambulanze, pompieri, ecc), uno sbilancio tra le esigenze e le possibilità reali di eseguire i propri compiti lavorativi, una minore posizione gerarchica e un basso compenso economico».

Dall’altro lato, però, il lavoro è il luogo dove, con un po’ di forza di volontà e l’aiuto di programmi propri o delle istituzioni, l’individuo può migliorare la propria educazione alla prevenzione. La patologia aterosclerotica infatti, base principale della malattia coronarica e cerebrovascolare, presenta un lungo periodo di incubazione prima di manifestarsi come angina, infarto o ictus, maggiormente dopo i 55 anni di età nei maschi e 65 anni di età nella donna. Questo periodo coincide proprio con la fase lavorativa degli individui, tra i 20 e 65 anni.

Per esempio, non c'è bisogno di aspettare il sabato per fare jogging, si può fare attività fisica tutti i giorni scendendo una fermata prima dal mezzo di trasporto e raggiungendo a piedi il luogo di lavoro, oppure spostandosi da una stanza all’altra del posto di lavoro usare le scale invece dell'ascensore, sfruttando il tempo della pausa pranzo anche per fare due passi (basta fare il giro dell’isolato prima di rientrare in ufficio), andando ad appuntamenti o riunioni a piedi, ecc.

Per quanto riguarda l’alimentazione, anche fuori casa si può seguire una dieta sana ed equilibrata, basta: preferire la mensa aziendale al bar, scegliere piatti unici e leggeri e spezzare la fame con uno snack a metà mattina e a metà pomeriggio.

Molte altri consigli sono disponibili sul sito www.fondazionecuore.it e sull’opuscolo Prenditi cura del tuo cuore sempre, in ogni luogo e in ogni momento.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Fondazione italiana per il cuore

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