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Quando ricorrere a pillole e bustine

Integratori sì o no? Sì, però...

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Pubblicato il: 06-10-2009

Reintegrare la dieta o prevenirne gli squilibri è possibile, ricorrendo, quando opportuno, a integratori che siano mirati, scientificamente comprovati e prescritti da uno specialista.

Sanihelp.it - L’alimentazione, come è noto, gioca un fondamentale ruolo preventivo e protettivo della nostra salute.
Numerose sono infatti le malattie che possono dipendere da abitudini alimentari scorrette, da eccessi o da carenze nutrizionali: l’obesità, i disturbi del comportamento alimentare, alcune malattie del sistema cardiocircolatorio, alcuni tumori, il diabete non-insulino dipendente, l’osteoporosi, i disordini causati da carenza di iodio, le anemie, la carie dentaria, la cirrosi epatica, le allergie e le intolleranze alimentari.

Sappiamo, per esempio, che un corretto ed equilibrato apporto di acidi grassi omega-3 potrebbe costituire un valido fattore di contrasto della situazione infiammatoria generale che s’accompagna all’obesità, senza considerare le patologie croniche e le neoplasie.

Altro costituente importante della dieta sono i carboidrati: l'apporto di carboidrati complessi deve essere almeno il 55% della quota energetica. La FAO e la WHO suggeriscono che i carboidrati complessi siano prevalentemente a basso indice glicemico e si associno a un adeguato apporto in fibre pari ad almeno 25 quotidiani, al fine di antagonizzare l’obesità e il diabete mellito.

Consenso unanime esiste sugli effetti protettivi di un consumo elevato di frutta e di verdura, che dovrebbe raggiungere almeno i 400 grammi al giorno: oltre a contenere numerose sostanze antiossidanti, svolgono un ruolo importante nell'apporto di folati, il cui fabbisogno non viene però raggiunto nella maggioranza della popolazione europea.

L’apporto quotidiano ideale dei vari nutrienti nella dieta è stato definito dalla Commissione Europea, da parte di un gruppo di esperti nutrizionali del progetto Eurodiet nel 1998. Ma non sempre le abitudini alimentari, influenzate da uno stile di vita sempre più scorretto e tarlato da mode, consentono di raggiungere questi obiettivi.

Perciò sempre di più nella popolazione si è contestualizzata la necessità di integrare l'alimentazione naturale con sostanze di sintesi o fitochimiche, al fine di contrastare lo sviluppo di malattie croniche degenerative e di mantenersi in salute.

Per quanto riguarda la prevenzione del cancro, numerosi studi sperimentali hanno suggerito effetti favorevoli di diverse sostanze nutriceutiche su processi quali l'angiogenesi, l'immunità, la differenziazione e la proliferazione cellulari e l'apoptosi. Ciò ha sviluppato un fertile terreno per la creazione di generici integratori, con indicazioni non specifiche, le più disparate possibili, non mirate quindi al singolo problema.

Per di più una recente review dei NHI-National Institutes of Healt statunitensi, pubblicata su Annals of Internal Medicine nel settembre 2006, sull’efficacia e sicurezza di generici supplementi multivitaminici e minerali non mostra risultati particolarmente significativi di questi prodotti nella prevenzione cardiovascolare, neoplastica, della cataratta, della degenerazione maculare e dell’ipertensione in persone che praticano uno stile di vita sano, che si muovono, mangiano frutta e verdura, non fumano.

Al contrario, per determinate fasce di popolazione e in particolari situazioni di salute, l'integrazione può rappresentare un valido ausilio. In particolare, nell’ambito della popolazione generale sana appaiono essere avvantaggiati da un apporto suppletivo di integratori: coloro che di fatto praticano una dieta sbilanciata (ipercalorica, ipoproteica, vegetariana, ecc.), chi consuma poca verdura e frutta fresca, i forti fumatori e bevitori e chi svolge un’elevata attività fisica.

Tra coloro, invece, che hanno già in atto una patologia, dovrebbe giovarsene chi presenta un quadro di malassorbimento e i pazienti neoplastici sottoposti a chemio-radioterapia e gli anziani deboli o malnutriti.

Nel prossimo futuro, perciò, la ricerca clinica e di laboratorio si prefigge di identificare meglio quale o quali siano gli integratori più efficaci, assunti singolarmente o miscelati, nonché i relativi dosaggi ottimali in funzione di gruppi specifici di popolazione, verificando la sussistenza di eventuali effetti collaterali.

Infine, ricordiamo che l’impiego di questi prodotti deve essere condizionato a una valutazione diagnostica da parte di Centri di Dietetica e Nutrizione Clinica o dallo specialista in Scienza dell’alimentazione che sia in grado, su evidenze di letteratura, di fornire gli indirizzi terapeutici degli integratori affinché il consumatore sia cautelato in modo rigorosamente scientifico.


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