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Le virtù dell'iperico, tra ipotesi e certezze

L'Erba di San Giovanni per la cura di anima e corpo

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Pubblicato il: 13-10-2009

Un tempo teneva lontani diavoli e divinità negative, oggi scaccia ansie e malumori. Sulla pelle malata è una panacea, e per quanto riguarda il futuro...

Sanihelp.it - Le sue proprietà antidepressive sono note fin dal Medioevo, quando i Cavalieri Templari lo usavano per migliorare l'umore dei feriti in battaglia.
L’iperico, o erba di San Giovanni, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Ipericacee e conosciuta anche come erba scacciadiavoli (dal greco hyper, al di sopra, ed eikon, immagine), per indicare l’abitudine degli antichi di appenderla sopra l’immagine delle divinità per tenere lontani gli spiriti del male.

Le proprietà medicinali più note dell’iperico (e di cui si hanno le maggiori evidenze scientifiche) sono quelle di regolazione del tono dell’umore: in alcuni Paesi, tra cui spicca la Germania, è ampiamente utilizzato per il trattamento dell'ansia e della depressione.

Ma, usato esternamente, è un toccasana anche per la pelle. L'estratto della pianta contiene infatti oli essenziali, derivati fenolici e un pigmento rosso, color sangue, denominato ipericina, dalle spiccate proprietà immunomodulanti e antinfiammatorie, protettive di cute e mucose, astringenti e cicatrizzanti.

Queste proprietà sono dovute soprattutto all’iperforina, principio attivo presente nell'olio estratto dalla pianta. La tradizione popolare tramanda infatti l’uso dell’olio rosso di iperico per curare lesioni e ferite.

E proprio l’iperforina è stata al centro di uno studio condotto in Spagna, pubblicato sull’International Journal of Cancer nel 2005 e recentemente ripreso da un gruppo dell’Università di Padova, che ha preso in considerazione le potenziali proprietà anti-angiogeniche di questa sostanza, ovvero la sua capacità di combattere le cellule che formano i vasi sanguigni dei tumori.

«Il significato pratico dell’anti-angiogenesi è che, bloccando la crescita di nuovi vasi sanguigni, si riduce l’apporto di sangue a un tumore che quindi non potrebbe crescere – spiega Roberto Della Loggia, Professore ordinario di Fitoterapia e Preside della Facoltà di Farmacia dell’Università di Trieste, a cui abbiamo chiesto un parere su questa vicenda - Molta ricerca si è fatta in questo campo e migliaia di sostanze hanno mostrato un qualche grado di attività anti-angiogenesi, ma a oggi esiste un unico farmaco antitumorale che agisca con questo meccanismo, e si tratta di un anticorpo monoclonale approvato dalla FDA nel 2008».

«Per quanto riguarda le ricerche sull’iperforina, si è visto che questa sostanza può inibire le cellule endoteliali stimolate dai tumori, combattendo la neovascolarizzazione e l’angiogenesi infiammatoria. Si tratta però ancora essenzialmente di studi in vitro o su strutture viventi molto primitive – sottolinea ancora il professor Della Loggia - Per esempio, nell’uovo di gallina l’iperforina disturba la formazione dei vasi sanguigni di quella specie di placenta che si forma subito sotto il guscio quando l’embrione comincia a svilupparsi. Di qui a ipotizzare che lo possa fare anche nel corpo umano, che riesca a raggiungere il tumore in concentrazione efficace e riesca a bloccarlo, il passo è ancora lungo».

È ancora presto, quindi, per presentare l’iperico come un possibile antitumorale, anche se la scoperta delle sue proprietà di anti-angiogenesi è di sicuro interesse scientifico.

Tornando all’attualità, l’iperico è oggi un valido aiuto in caso di disturbi dell’umore e di piccoli traumi della pelle, ma bisogna prestare attenzione a eventuali interazioni con alcuni farmaci la cui azione potrebbe essere ridotta dall’uso contemporaneo della pianta, per esempio alcuni antivirali usati per il trattamento dell’HIV, gli anticoagulanti, alcuni antidepressivi e i contraccettivi orali.

In Italia Il Ministero della Salute ha fissato in 7 mg per unità posologica il contenuto massimo di estratto di iperico ammesso per gli integratori alimentari. E sul mercato italiano è presente una sola specialità medicinale a base di estratto di iperico autorizzata al Ministero della Salute (Nervaxon 300 mg).



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
B.Brigo, Medicina Naturale dalla A alla Z, Red Edizioni

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