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Le ultime dal Congresso dei Pediatri di Cesenatico

L'antibiotico? Solo quando serve

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Pubblicato il: 13-10-2009

Troppi antibiotici ai nostri bambini. Ma per fare diagnosi più mirate ed evitare le prescrizioni inutili ci sono esami eseguibili direttamente nell'ambulatorio del proprio pediatra.

Sanihelp.it - Gli antibiotici costituiscono la metà delle prescrizioni per i bambini. Spesso vengono utilizzati in modo inappropriato, ma con l’utilizzo del self help ambulatoriale, cioè di test diagnostici eseguibili direttamente nell’ambulatorio del Pediatra di famiglia, il ricorso inadeguato all’antibiotico può essere ridotto o evitato. È quanto emerge da una ricerca lombarda sulla prescrizione antibiotica da parte dei Pediatri di famiglia presentata al recente Congresso nazionale dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) di Cesenatico.

Le infezioni delle vie respiratorie, dal semplice raffreddore alla bronchite, rappresentano la principale causa di ricorso al Pediatra di famiglia. Costituiscono circa la metà di tutte le patologie che colpiscono i bambini sotto i cinque anni. Ma spesso si ricorre all'antibiotico anche quando non serve, come per esempio per curare infezioni respiratorie di origine virale.

L’Italia è il secondo Paese europeo dopo la Francia per l’utilizzo di antibiotici. Il Rapporto ARNO 2003 aveva evidenziato un uso irrazionale dei farmaci in circa la metà delle prescrizioni ai minori nel nostro Paese.

Parallelamente all'incremento del consumo di antibiotici, si assiste a un aumento delle resistenze dei batteri agli stessi farmaci. Da qui, l'emergenza di insegnare ai genitori a usare in modo responsabile gli antibiotici, migliorando il percorso diagnostico-terapeutico e informandoli sui rischi di una terapia scorretta.

E i pediatri? Dalla ricerca, condotta dall'ACP di Milano e provincia su una sessantina di Pediatri di famiglia della Provincia di Monza e Brianza, emerge una buona aderenza alle linee guida nazionali e internazionali sul trattamento delle patologie delle vie respiratorie, che indicano quale prima scelta le penicilline (che sono infatti gli antibiotici più prescritti) e in particolare l’amoxicillina.

I risultati infatti evidenziano che su 23.801 accessi per infezioni respiratorie nell'arco di un anno, il self help è stato impiegato 3.489 volte (15% dei casi, i test più utilizzati sono stati: il tampone faringeo, la conta dei globuli bianchi o il dosaggio della proteina C reattiva, PCR) e la terapia antibiotica è stata prescritta 6.408 volte (27%). Il self-help ambulatoriale ha portato nel 47,5% dei casi alla non prescrizione dell’antibiotico.

Tuttavia, quanto riscontrato conferma anche che si può migliorare la situazione, investendo per esempio in strumenti come il self help ambulatoriale, che ha diversi vantaggi: permette di affinare la diagnosi direttamente nello studio del Pediatra e di prescrivere il trattamento antibiotico solo nei casi di confermata infezione ed è un tipo di metodica semplice, rapida e ben accettata dai genitori. Innegabili anche i vantaggi socio-economici: riduzione del ricorso a terapie ed esami diagnostici inutili, razionalizzazione degli interventi, riduzione ore di scuola e lavoro perse da bambini e genitori.

Gli autori dello studio ricordano anche che una maggiore accuratezza diagnostica ha ripercussioni positive sul rapporto del Pediatra con i genitori: è dimostrato che le richieste di mamma e papà possono influenzare le scelte del medico nella prescrizione di un antibiotico non necessario. Migliorare la diagnosi in ambulatorio rassicura il genitore e rafforza l'interazione del Pediatra con la famiglia.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
ACP - Associazione Culturale Pediatri

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