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Ciuccio oltre i tre anni? Problemi al linguaggio

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Pubblicato il: 21-10-2009
Sanihelp.it - I bambini che compiuti i tre anni usano ancora il ciuccio, hanno tre volte più probabilità di avere disturbi della parola, come balbuzie o sigmatismo. Come hanno rivelato i ricercatori dell'Università di Washington in uno studio pubblicato sulla rivista BMC Paediatrics, i bambini che hanno usato il succhiotto per almeno tre anni hanno maggiori difficoltà a parlare una volta cresciuti. Stesso risultato per chi si succhia il pollice, un'abitudine che può ritardare l'inizio della comunicazione verbale. «Abbiamo seguito 128 bambini fino ai cinque anni, misurando l'uso del succhiotto, il tempo dell'allattamento al seno e quello passato a succhiarsi il pollice», ha spiegato Clarita Barbosa, ricercatrice a capo dello studio. «Successivamente, abbiamo misurato le loro abilità linguistiche con dei test appositi. Abbiamo scoperto che l'uso costante di succhiotto rallentava lo sviluppo delle capacità verbali.

I bambini avevano più difficoltà a parlare rispetto ai loro coetanei che non avevano l'abitudine di succhiarsi il pollice o usare il ciuccio». L'allattamento al seno, invece, non causa problemi. «I bambini che erano stati nutriti al seno (senza l'uso di biberon) avevano meno probabilità di sviluppare problemi di comunicazione. I nostri risultati indicano che il tempo passato a succhiare, al di fuori dell'allattamento, può essere dannoso per le future capacità verbali del bambino. Tuttavia, si tratta di risultati preliminari, che vanno interpretati con cautela. C'e' bisogno di uno studio più esteso per confermarli».


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agi

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