Studio triennale scopre nuove staminali riparatrici
Sanihelp.it - È giunto a conclusione, dopo tre anni, il Progetto Thercord, finanziato dalla Comunità Europea per studiare la differenziazione e la capacità di riparazione tissutale delle cellule staminali contenute nel sangue di cordone ombelicale.
Il sangue cordonale viene oggi utilizzato per la cura di gravi malattie del sangue e del sistema immunitario (le leucemie, i linfomi, alcune forme di talassemia, ecc), grazie alla presenza di
cellule staminali emopoietiche (in grado di generare i globuli rossi, i globuli bianchi e le
piastrine).
Il progetto Thercord ha voluto, per la prima volta, sperimentare nuove popolazioni staminali e tecnologie innovative da applicare alla medicina rigenerativa, utilizzando un altro tipo di cellule staminali presenti nel sangue di cordone ombelicale, chiamate
mesenchimali.
Queste, disponibili in quantità variabile, sono in grado di dividersi e moltiplicarsi e, quindi, di rigenerare tessuti anche molto estesi.
L’obiettivo principale del progetto è stato quindi quello di verificare come le staminali mesenchimali, applicate a tessuti danneggiati,
possano riprodursi e riparare il danno, in particolare nella fase acuta, prima che il danno all’organo sia irreparabile e conduca quindi a una malattia cronica o a un trapianto.
Per esempio, alcuni tipi di danno renale acuto, se trattati in tempo con opportune ed efficaci strategie terapeutiche, potrebbero non sfociare in situazioni croniche che richiedono dialisi periodiche fino al trapianto d’organo.
Le cellule staminali isolate dal sangue di cordone ombelicale si sono dimostrate efficaci in diversi modelli animali di danno renale acuto, di trauma cerebrale e di cardiopatia ischemica.
di Roberta Camisasca
Fonte: Fondazione Policlinico Mangiagalli
Tags: cellule staminali, danno renale, cordone ombelicale
Revisione: 26-10-2009