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Alimentazione

Caffè e performance sportiva

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Pubblicato il: 27-10-2009

L'uso corretto di bevande nervine, come il caffè, può contribuire al raggiungimento di un buono stato di salute. Negli sportivi questo può ripercuotersi positivamente sulle performance

Sanihelp.it - Non è strano che il caffè e le bevande contenenti caffeina rientrino in un discorso dedicato agli alimenti funzionali utili agli sportivi. Il rapporto tra caffeina e sport è stato molto dibattuto. Fino al 2003, infatti, la caffeina figurava tra le sostanze soggette a limitazione d’uso all’interno dell’elenco delle sostanze dopanti. La caffeina era classificata nella classe delle sostanze stimolanti e se ne stabiliva il limite massimo tollerato per millilitro d’urina in 12 microgrammi. Un limite davvero difficile da raggiungere salvo che non si assumano quantitativi elevati di caffeina, improbabili se riferiti a un consumo normale di caffè, il cui suggerimento giornaliero è di 300 mg (dalle 3 alle 5 tazzine di caffè espresso a secondo che si tratti di qualità robusta o arabica). Oggi, fortunatamente per gli amanti della bevanda nazionale, il caffè non è più sottoprocesso.

Come spiega Michelangelo Giampietro, Specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell’Alimentazione: «I benefici sulla prestazione sportiva determinati dalle bevande nervine, soprattutto caffè, tè e cioccolata, dipendono in primo luogo dal loro contenuto di tre sostanze metilxantiniche. Gli effetti fisiologici e farmacologici della caffeina sono molteplici: migliora l’attenzione e la capacità di essere vigili, riduce la sensazione soggettiva della fatica e, quindi, concorre al miglioramento dell’efficienza fisica e mentale. Un ulteriore possibile fattore a sostegno dell’azione positiva della caffeina sulla prestazione sportiva dipenderebbe dalla sua capacità di creare un ambiente ionico intracellulare più favorevole nel muscolo in contrazione, facilitando in tal modo la capacità di ciascuna unità motoria di produrre lavoro.

Infine la caffeina sembra aumentare la velocità e/o la potenza in condizioni di corsa simulata. Questi effetti sembrano manifestarsi sia in gare che durano fino a sessanta secondi sia in quelle più lunghe (fino a due ore)».

Il Professor Gianni Tomassi, direttore scientifico FoSAN (Fondazione per lo Studio sugli Alimenti e la Nutrizione) afferma che il caffè «inserito nel regime alimentare degli sportivi, in quantità moderata (300 mg di caffeina/giorno), oltre a essere un utile complemento al miglioramento della performance può avere anche effetti salutistici generali».


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Fosan

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