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Coppia

Se "lui" non s'alza, chiedi aiuto a lei

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Pubblicato il: 27-10-2009

La disfunzione erettile è un problema sessuale maschile, ma che necessariamente interessa la coppia. E spesso è la compagna l'alleato migliore nella cura.

Sanihelp.it - Quando c’è un problema di erezione, quello che i medici chiamano disfunzione o deficit erettile, che interessa 1 uomo su 8, il maschio medio va nel pallone, soffre ovviamente a livello psicologico, la vita sessuale sembra destinata ad andare a rotoli e con essa la vita di coppia. «L’uomo tende a rinchiudersi in sé stesso, o magari a cercare soluzioni alternative alla visita medica» dichiara il professor Vincenzo Gentile, presidente della Società Italiana di Andrologia (SIA).

E così passano settimane e mesi prima di provare a cercare una soluzione. Tempo prezioso, soprattutto nel caso della disfunzione erettile: « Non dimentichiamo che nel 77% dei casi, la disfunzione erettile è il primo campanello d’allarme di altre patologie, prime tra tutte le malattie cardiovascolari o il diabete» sottolinea sempre Gentile.

Sottovalutare la difunzione erettile è, quindi, sbagliato e soprattutto dannoso per la salute maschile e per l’armonia di coppia. Ma se l’uomo da quell’orecchio sembra non sentire, diverso è l’atteggiamento dell’altra metà della coppia. « Per gli andrologi è fondamentale trovare, tra le mogli, le fidanzate e le compagne, preziose alleate per fare emergere il sommerso di questa disfunzione» continua il professore.

Per questo la SIA, anche attraverso la collaborazione con O.N.Da (Osservatorio sulla Salute della Donna), ha scelto di parlare direttamente a mogli, fidanzate e compagne dedicando loro alcuni consigli per affrontare, e risolvere, insieme il problema.
Innanzitutto, meglio non prendere per buona la teoria dello stress, che molti uomini accusano delle proprie ripetute defaillances sessuali: nella maggioranza dei casi vi sono alla base malattie o si tratta di effetti collaterali di farmaci (soprattutto antipertensivi e antidepressivi).

Fumo, alcol, diabete e obesità sono i quattro principali fattori di rischio per questa patologia: è meglio controllare lo stile di vita del compagno e cercare di limitarne gli eccessi. Di fronte al problema ormai evidente, non bisogna lasciare passare troppo tempo ma è meglio rivolgersi allo specialista andrologo: va detto che ben 7 Italiane su 10 sanno di doversi rivolgere proprio ad esso, evitando soluzioni fai da te. Infine, ricordiamoci che i farmaci esistono, sono sicuri e il partner va sostenuto nell’assunzione ma necessitano sempre di un'attenta valutazione medica.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SocietÓ Italiana di Andrologia

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