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Proteggere la pelle dalle insidie climatiche

Pelle secca: programma protezione

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Pubblicato il: 03-11-2009

Con l'arrivo dell'inverno la pelle si secca, tira, prude. Sono soprattutto il viso e le mani a soffrire. Ma anche altre parti del corpo hanno bisogno di maggiore idratazione e cura.

Sanihelp.it - Ogni giorno, la pelle è sottoposta a continui stress che possono alterarne il normale equilibrio idrolipidico e farla apparire secca, screpolata, facilmente irritabile.

Bellezza e benessere della pelle sono direttamente proporzionali al livello di acqua contenuta: 13% è il livello fondamentale di idratazione nello strato corneo, se scende al 10% la pelle viene definita secca, al 5% molto secca, all’1% è presente una vera e propria patologia.

Due le tipologie di secchezza cutanea: pelle secca o estremamente secca e pelle secca atopica. Nel primo caso le cause sono riconducibili sia a fattori interni, come invecchiamento, turbe ormonali, disturbi del metabolismo, che a fattori esterni, come fonti di calore, inquinamento, abiti e calze, detergenti aggressivi. Per la pelle secca atopica le cause sono invece legate all’ereditarietà e all’alterazione della barriera cutanea.

Tutti questi fattori aumentano l’evaporazione dell’acqua e impoveriscono il livello di idratazione. Risultato: la pelle diventa secca e fragile, sembra che tiri, perde elasticità, tende a irritarsi e a screpolarsi.

Secondo la campagna Amor di pelle promossa da Isplad (Società Internazionale Italiana di Dermatologia Plastica, Oncologica e Rigenerativa) in collaborazione con Fissan, 6 italiani su 10 lamentano secchezza cutanea (60% sono donne). Tra le cause principali, il basso consumo di acqua al giorno, l’uso abituale di lampade UV, il fumo e la menopausa.

È soprattutto l’inverno la stagione più a rischio (per il 78%), per via delle condizioni climatiche più rigide. In un caso su quattro, la secchezza si fa sentire soprattutto al mattino. Una persona su due sente la pelle tirare dopo la detersione, mentre tra le donne 1 su 20 avverte un acutizzarsi del problema con l’avvicinarsi del ciclo mestruale.

A proposito delle zone maggiormente colpite, il dorso della mano presenta il 46,6% di grado medio di secchezza, lo zigomo il 53,7%, il centro della fronte il 55,6%, il décolleté il 60,2%. Da ciò si deduce che, indipendentemente da fattori predisponenti, le zone più colpite siano quelle più esposte a fattori ambientali.
Piedi e talloni appaiono spesso screpolati per via di calzature inadeguate e, a volte, per vere e proprie patologie, come il diabete.

La disidratazione, se non curata, può aumentare sensibilmente, provocando micro-fissurazioni sullo strato cutaneo, per cui l’acqua evapora, la pelle si screpola e diventa più esposta alle aggressioni esterne.
Per contrastare la secchezza e mantenere la pelle idratata è utile seguire alcuni accorgimenti tra i quali limitare a due il numero di detersioni giornaliere usando detergenti non aggressivi e bere molta acqua.

Un discorso a parte merita il problema della secchezza intima, disturbo tanto diffuso quanto imbarazzante. Le origini possono essere biologiche (cambiamenti ormonali in gravidanza, allattamento o menopausa, uso di contraccettivi ormonali e di alcuni farmaci) o legate agli stili di vita (uso abituale di assorbenti interni, saponi aggressivi, stati di stanchezza, stress, alimentazione inadeguata).

La secchezza intima, che si presenta con bruciore, prurito e irritazione, salvo casi particolari può essere combattuto e alleviato nella pratica quotidiana non esagerando con l’igiene intima (non più di due volte al giorno) e usando detergenti ad azione idratante ed emolliente appositamente studiati per ridurre tale disturbo.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
ISPLAD

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