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Punto G

Un'arma a doppio taglio

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Pubblicato il: 18-11-2009

L'esistenza del punto G apre, forse, nuovi spazi all'orgasmo femminile, ma se diventa un'ossessione può essere un pericolo per la coppia.

Sanihelp.it - Già ci par di vederli: uomini all’agognata ricerca del punto G della partner che finiscono per tralasciare tutto il resto, molto a dir il vero, dell’amplesso sessuale. Donne che, di fronte alla evidenza di esserne prive, non si rassegnano e vivono tutto ciò come un impietoso scherzo del destino, autoconvincendosi, erroneamente, di essere anormali, magari ulteriormente condannate da partner ottusi.

«Il rischio dell’esaltazione del punto G è proprio quello di far sentire le donne che ne sono prive, la maggioranza, in difetto, come affette da una sorta di sindrome da carenza, e spingere i partner a sottovalutare la complessa sessualità femminile, favorendo l’egoismo maschile e, alla fine, lo sfacelo della vita sessuale e della coppia stessa» dichiara a Sanihelp.it il dottor Massimo Sher, medico sessuologo a Milano.

Non ci stancheremo mai di ripetere che la presenza anatomica o meno del punto G non fa alcuna differenza e che questa parte, presente o assente, non può diventare il fulcro del sesso. «Tra l’altro ritengo che la scoperta della presenza di residui embrionali maschili nel punto G rappresenti, per lo meno a livello psicologico, un’ulteriore penalizzazione della sessualità femminile, che corre il rischio di essere ridotta a mera appendice di quella maschile» continua il sessuologo.
 

Paradossalmente, quindi, per alcune donne e per alcune coppie, sarebbe meglio che il punto G non esistesse. Ma poiché l’evidenza scientifica dice il contrario, è fondamentale distogliere l’attenzione da questa parte anatomica per focalizzarla sulla coppia nella sua totalità: «Se non si raggiunge l’orgasmo, non è mai colpa della presenza o dell’assenza di una zona erogena o del punto G, ma è da ricercare nell’affiatamento e nell’intesa di coppia, che probabilmente fa acqua da qualche parte» consiglia Sher. «Prima di accusarsi a vicenda per colpe inesistenti, come la mancata capacità di trovare il punto G per lui o il difetto di lei di esserne priva, è meglio chiedere aiuto a uno psicoterapeuta della coppia: a volte basta poco per ritrovare quella consonanza tra i partner che porta dritto all’orgasmo».

E per le coppie già soddisfatte che vogliono comunque provare a cercare il punto G per esplorare nuovi lidi, ricordiamo che il sesso esplorativo è una gran bella cosa, ma se la ricerca termina con la scoperta di non avere il punto G guai a credere che il sesso fatto fino ad allora sia stato anormale o insufficiente.



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