Punto G
Un'arma a doppio taglio
L'esistenza del punto G apre, forse, nuovi spazi all'orgasmo femminile, ma se diventa un'ossessione può essere un pericolo per la coppia.
Sanihelp.it - Già ci par di vederli: uomini all’agognata ricerca del punto G della partner che finiscono per tralasciare tutto il resto, molto a dir il vero, dell’amplesso sessuale. Donne che, di fronte alla evidenza di
esserne prive, non si rassegnano e vivono tutto ciò
come un impietoso scherzo del destino, autoconvincendosi, erroneamente, di essere
anormali, magari ulteriormente
condannate da partner ottusi.
«Il rischio dell’esaltazione del punto G è proprio quello di far sentire le donne che ne sono prive, la maggioranza, in difetto, come affette da una sorta di
sindrome da carenza, e spingere i partner a sottovalutare la complessa sessualità femminile, favorendo l’egoismo maschile e, alla fine, lo sfacelo della vita sessuale e della coppia stessa» dichiara a
Sanihelp.it il dottor Massimo Sher, medico sessuologo a Milano.
Non ci stancheremo mai di ripetere che la presenza anatomica o meno del punto G non fa alcuna differenza e che questa parte, presente o assente, non può diventare il fulcro del sesso. «Tra l’altro ritengo che la scoperta della presenza di residui embrionali maschili nel punto G rappresenti, per lo meno a livello psicologico, un’ulteriore penalizzazione della sessualità femminile, che corre il
rischio di essere ridotta a
mera appendice di quella maschile» continua il sessuologo.
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di Valeria Ghitti
Fonte: Intervista Tags:
punto G carenza psicoterapia coppia rischi
Revisione: 26-11-2009
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