Punto G
Un'arma a doppio taglio
L'esistenza del punto G apre, forse, nuovi spazi all'orgasmo femminile, ma se diventa un'ossessione può essere un pericolo per la coppia.
pagina 2
Paradossalmente, quindi, per alcune donne e per alcune coppie, sarebbe meglio che il punto G non esistesse. Ma poiché l’evidenza scientifica dice il contrario, è fondamentale
distogliere l’attenzione da questa parte anatomica per focalizzarla sulla coppia nella sua totalità: «Se non si raggiunge l’orgasmo, non è mai colpa della presenza o dell’assenza di una zona erogena o del punto G, ma è da ricercare nell’affiatamento e nell’intesa di coppia, che probabilmente fa acqua da qualche parte» consiglia Sher. «Prima di accusarsi a vicenda per colpe inesistenti, come la mancata capacità di trovare il punto G per lui o il difetto di lei di esserne priva, è meglio chiedere
aiuto a uno psicoterapeuta della coppia: a volte basta poco per ritrovare quella consonanza tra i partner che porta dritto all’orgasmo».
E per le coppie già soddisfatte che vogliono comunque provare a cercare il punto G per esplorare nuovi lidi, ricordiamo che
il sesso esplorativo è una gran bella cosa, ma se la ricerca termina con la scoperta di non avere il punto G guai a credere che il sesso fatto fino ad allora sia stato anormale o insufficiente.
Pagina 2 di 2.
Vai a pagina:
di Valeria Ghitti
Fonte: Intervista
Tags: punto G, carenza, psicoterapia, coppia, rischi
Revisione: 26-11-2009