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Vitamine e minerali riducono il calo visivo nell'anziano

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Pubblicato il: 16-10-2001

Secondo uno studio americano una integrazione della dieta con vitamine e minerali potrebbe abbassare il rischio di cecità nell'anziano.

Sanihelp.it - NEW YORK
Secondo uno studio americano una integrazione della dieta con vitamine e minerali potrebbe abbassare il rischio di cecità nell’anziano.

La supplementazione non sembra invece ridurre il rischio di sviluppare la cataratta, un’opacizzazione del cristallino, che si manifesta di solito con l’avanzata dell’età.

Nel numero di Ottobre della rivista Archives of Ophtalmology., i ricercatori pubblicano uno studio su individui che presentano un alto rischio di sviluppare una degenerazione maculare senile (AMD). La dieta è stata supplementata con vitamine C ed E, beta-carotene e zinco minerale a dosaggi abbastanza elevati e si è riscontrato un abbassamento del 25% di rischio di sviluppo della malattia. Questa terapia si è dimostrata invece inefficace nei soggetti non appartenenti alla categoria a rischio.
L’AMD, causa principale della cecità in tarda età, è provocata dalla fuoriuscita di sangue e liquidi nel tessuto retro-oculare per un’anomalia dei vasi sanguigni. Questi trasudati producono lesioni ulcerose e cicatrici sulla retina. La malattia colpisce la visione centrale che viene utilizzata per leggere, guidare e riconoscere i volti ma non si manifesta invece sulla visione periferica lasciando quindi inalterata la discriminazione dei colori. Allo stato attuale non esiste alcuna cura per l’AMD.

Durante lo studio, più di 3600 persone a rischio di AMD e in età compresa tra i 55 e gli 80 anni, hanno ricevuto una integrazione alimentare quotidiana con, alternativamente, 500 milligrammi di vitamina C, 400 unità internazionali di vitamina E e 15 mg di beta-carotene; oppure 80 mg di zinco e 2 mg di rame; oppure antiossidanti (vitamina C ed E) e zinco; oppure una pillola inattiva (placebo). Durante la ricerca, durata 6 anni, i partecipanti allo studio, con alto rischio di sviluppo di AMD, che hanno assunto antiossidanti e zinco sono stati meno soggetti degli altri alla perdita della vista. Coloro che hanno ingerito il placebo hanno riportato rischi più alti di sviluppare l’AMD e di perdere la vista.

Nello stesso gruppo di persone, in uno studio parallelo durato 7 anni, non si è avuta una riduzione dei rischi di insorgenza della cataratta.

Gli integratori non sono in grado di far riguadagnare la vista a coloro che l’avevano perduta ma hanno rallentato significativamente la perdita in persone che presentano una forma intermedia od avanzata di AMD. “In questi soggetti è consigliabile una supplementazione con zinco ed antiossidanti” consigliano i ricercatori dell’ Age-Related Eye Disease Study Research Group.

Il Dott. Lee M. Jampol, un oftalmologo della Northwestern University di Chicago, Illinois, raccomanda ai pazienti di qualsiasi età che accusino segni di degenerazione maculare avanzata di supplementare la dieta come suggerito. Anche se lo studio non ha determinato una durata ottimale, “sembra consigliabile continuare all’infinito con questa integrazione”.

Anche se le sostanze consigliate come integratori sono contenute in molti cibi, livelli sufficienti alla prevenzione potrebbero essere difficili da ingerire con la normale dieta.

Prima di cominciare una dieta con vitamine e minerali ad alto dosaggio, è sempre consigliabile consultare il proprio medico, fanno notare i ricercatori, Le dosi utilizzate durante lo studio sono da 5 a 15 volte quelle raccomandate quotidianamente e potrebbero avere effetti collaterali inaspettati quali: calcoli al rene (vitamina C), muscoli indolenziti ed affaticati (vitamina E). anemia e nausea (zinco) e pelle ingiallita (beta-carotene).


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Redazione Sanihelp.it

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