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Giornata Europea del neonato pretermine

Piccoli, ma forti: più speranze per i prematuri

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Pubblicato il: 17-11-2009

Ogni giorno in Italia nascono 13 bambini che vengono attaccati a una macchina anziché al seno della madre. Nella giornata dedicata ai bambini prematuri, gli esperti danno qualche consiglio ai genitori.

Sanihelp.it - Si celebra il 17 novembre 2009 la prima giornata europea del neonato pretermine, promossa dall’associazione Vivere Onlus insieme alla Fondazione Europea per l’Assistenza Neonatale (EFCNI).

Il bambino prematuro o pretermine, secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è il bambino nato prima della 37ma settimana di gestazione. Circa il 7% - 9% dei bambini nasce prima della 37ma settimana e l’1% prima della 32ma, cioè a meno di sette mesi di gravidanza.

Le cause di molte nascite premature non sono note, ma si possono individuare alcune condizioni che aumentano il rischio di tal evento e possono essere legati alla madre (pre-eclampsia, patologie croniche, infezioni, abuso di fumo, alcol e droghe, ecc.), al bambino (sofferenza fetale, gestazione multipla, ecc.) o ad altro (placenta previa, distacco di placenta, anomalie uterine congenite, ecc.).

Con un organismo non ancora completamente sviluppato, notevoli sono le difficoltà che il bimbo prematuro incontra: difficoltà respiratorie, intolleranze alimentari, retinopatia, disturbi metabolici, anemia, problemi neurologici, predisposizione alle infezioni virali e batteriche, e così via.

In Italia più di dieci neonati ogni giorno nascono prematuramente. Questi bimbi vengono accolti in unità di terapia intensiva neonatale (TIN), che provvedono al mantenimento delle funzioni vitali per portarli fino alla completa maturità. Il piccolo viene posto in un’ incubatrice o in un lettino riscaldato che ha il compito di garantire il controllo della temperatura e di ricostruire artificialmente l’utero della mamma.

Tuttavia la degenza in terapia intensiva è un percorso estremamente difficile per il neonato e per i genitori. A loro l’associazione Vivere Onlus, tramite il suo sito, dà qualche prezioso consiglio per affrontare questo difficile momento.

1. È importante che i genitori possano avere libero accesso 24 ore su 24 nei reparti di TIN. Poter partecipare alle cure del bambino, magari dando il suo latte, consente alla mamma di riappropriarsi del suo ruolo, senza contare gli effetti positivi sul bambino.

2. Tubicini, sonde e respiratori automatici contribuiscono a far assumere al bambino un aspetto non gradevole e a far aumentare il senso di angoscia nei genitori. Non preoccupatevi, poco per volta si prenderà confidenza con questa strumentazione e la si utilizzerà per meglio comprendere la salute di vostro figlio.

3. Godete dei due momenti più gratificanti che si vivono in reparto: la marsupioterapia e il bagnetto serale.

4. Il ritorno a casa è un momento critico: a dubbi e incertezze, oltre al personale dell’ospedale, risponderanno il vostro istinto di genitori e il rodaggio effettuato in reparto.

5. Fondamentale è il follow-up, ossia quella serie di controlli che vengono effettuati una volta dimessi e permettono di seguire l’evoluzione dell’accrescimento neuroevolutivo e fisico del bambino, intervenendo laddove fosse necessario. Tale programma seguirà il bambino generalmente fino a otto anni.

6. Relativamente all’ambito scolastico, studi effettuati su campioni ridotti ipotizzano l’eventualità di alcune conseguenze quali i problemi comportamentali, le difficoltà nella motricità fine, i disturbi del linguaggio, l’iperattività e le difficoltà di concentrazione. Tutto ciò però può essere prevenuto e corretto nei primi anni di vita del bambino, con sedute di fisioterapia per impostare e/o correggere posture o esercizi di sollecitazione.

7. Un ruolo primario, infine, è rivestito dall’ambiente in cui il bambino vive: la stabilità familiare, la sua serenità e la scuola (nido, scuola materna, scuola elementare) hanno un’importanza fondamentale per il suo sviluppo psicologico ed emotivo.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Vivere Onlus

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