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Decalogo

Tumore al seno e gravidanza

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Pubblicato il: 24-11-2009

Sui 31.000 casi di tumore della mammella in Italia, circa 2.000 riguardano ogni anno donne giovani, di età inferiore ai 40 anni. Tra queste, una media del 5% ha una gravidanza.

Sanihelp.it - Questi dati sono emersi dal Congresso di Oncologi svoltosi il 13 novembre scorso a Castelfranco Veneto nell’ambito del progetto A.M.O.R.E. (carcinoma della mammella nelle giovani donne e problematiche correlate alle gravidanze).
Come spiega il Dottor Paolo Manente, Direttore Scientifico dell’evento e Primario dell’Unità Operativa Complessa dell’Ospedale Civile di Castelfranco Veneto: «Tra le varie patologie il cancro della mammella rappresenta ancor oggi, nonostante i significativi progressi nel campo della prevenzione, della diagnosi e del trattamento, un evento tra i più traumatici e stressanti con il quale, chi ne è colpito, deve confrontarsi».

In ogni sala di attesa di Oncologia Medica dovrebbe esservi un decalogo che aiuti le giovani pazienti a manifestare le proprie problematiche e paure:

1. Il cancro non determina in genere infertilità (escluse le neoplasie dell’apparato genitale).
2.
Il cancro non è in genere una malattia trasmissibile geneticamente (salvo rare eccezioni).

3. I trattamenti antitumorali possono determinare riduzione della fertilità in entrambi i sessi (per le donne l’età , il tipo di trattamento e la durata e la quantità di farmaco somministrata sono i fattori critici, per gli uomini lo sono il tipo e la durata del trattamento. Sono necessari ulteriori studi).
4. La radioterapia erogata sulle gonadi determina un rischio di sterilità permanente dose dipendente.
5. Tutti i pazienti che non abbiano ancora completato il proprio percorso riproduttivo devono essere informati del rischio di infertilità collegato alle terapie oncologiche (è necessaria una campagna di valutazione dell’attitudine e una sensibilizzazione degli oncologi medici italiani sull’argomento).

6. Esiste la possibilità di preservare il patrimonio germinale prima delle terapie (per la donna tramite criopreservazione ovarica o ovocitaria, per l’uomo tramite criopreservazione dello sperma. Sarebbe auspicabile un registro dei centri qualificati per entrambe le procedure e dei protocolli in corso).
7. Esistono protocolli in corso per valutare l’impatto di terapie concomitanti alla chemioterapia, che riducano la tossicità gonadica del trattamento (LHRH analogo nelle donne).

8.  La gravidanza o la paternità dopo diagnosi di cancro non sembrano peggiorare la prognosi anche delle pazienti affette da tumori endocrino responsivi (necessario continuare la raccolta dati prospettica per valutare l’impatto sui diversi tipi istologici e le diverse caratteristiche biologiche di ciascuna neoplasia).

9. È indispensabile istituire registri prospettici che valutino gli esiti dei trattamenti sulla fertilità (sia maschile che femminile, coinvolgere anche gli ematologi e gli oncoematologi pediatri).
10. È indispensabile istituire un registro nazionale sotto l’egida AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) in cui vengano registrati tutti gli eventi gravidici che coinvolgano pazienti affetti da tumore (gravidanze o paternità dopo diagnosi e terapia, diagnosi di tumore in corso di gravidanza).

In caso di cancro alla mammella le giovani donne sembrano riscontrare alcune difficoltà specifiche: una sfida ulteriore per l’oncologo, che si trova ad affrontare una situazione più complessa e necessita di affinare i propri strumenti comunicativi e le capacità empatiche.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Progetto A.M.O.R.E.

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