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Precauzioni, regole, consigli e dritte

Bimbi ad alta quota: istruzioni per l'uso

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Pubblicato il: 01-12-2009

Se state programmando una settimana bianca o una gita insieme ai vostri piccoli per le festività di dicembre, date un'occhiata alle precauzioni da prendere prima della partenza e durante il viaggio.

Sanihelp.it - La montagna è un ambiente bellissimo per un bambino, sia come palestra di gioco, sia come fonte inesauribile di scoperte. Va ricordato tuttavia che l’organismo dei piccoli non è ancora completamente sviluppato, pertanto la loro regolazione termica e la loro capacità di adattamento non sono ancora mature. È quindi necessaria molta attenzione alla fatica, alla fame e alla sete, agli sbalzi di temperatura e all’esposizione agli agenti atmosferici.

Ecco i fattori da tenere in considerazione.

La lunghezza del percorso. Le distanze che i bambini possono percorrere aumentano con gli anni e con l’allenamento. Secondo esperti americani, i bambini possono camminare per una lunghezza in miglia pari all’età meno due. Se un miglio=1,6 Km circa, un bimbo di sei anni può camminare per circa tre km, uno di otto per circa cinque km. È importante comunque fare tante soste in cui dare da bere al bambino, anche se non lo chiede.

Lo zainetto. Serve per portare una merenda, la felpa e magari un giocattolo. Per bambini abituati a portarlo, si raccomanda un carico di circa un quinto il peso del bimbo. Le prime volte deve essere ancora più leggero.

L’altitudine. Fino a 2.000 metri, tutti i bimbi sani possono andare e fermarsi anche a dormire. I bimbi fino a due anni di età non dovrebbero dormire a quote superiori ai 2.000 metri, fino ai 10 anni al di sopra dei 3.000-3.200 metri.

Il sole e il freddo. È fondamentale proteggere le superfici esposte al sole con prodotti con fattore protettivo almeno 30, usare copricapo e occhiali da sole. Attenzione a trasportare i bambini molto piccoli negli appositi zainetti: non potendosi muovere, sono molto esposti a congelamenti e ipotermia poiché manca completamente la produzione di energia termica indotta dal movimento.

I cambiamenti di pressione. Quando sono molto rapidi (per esempio con funivia o seggiovia), possono provocare otalgia, soprattutto se il bambino ha il raffreddore. Perciò si sconsiglia di portare un bambino in montagna se ha in corso un’infezione alle prime vie aeree. Pulire comunque spesso il naso con una soluzione fisiologica. Se si sale in auto oltre i 2.500 metri, guidare lentamente e fare alcune soste, se il bimbo viene ancora allattato, attaccarlo al seno ogni 300-500 metri di quota. In discesa, insegnare ai bambini a compensare lo sbalzo pressorio con la manovra di Valsalva.

L’epistassi. Può essere causato dal clima secco dell’alta quota. Per prevenirlo, umidificare le camere da letto e coprire con una sciarpa il naso e la bocca del bambino. In caso di epistassi stringere le narici, posizionare il bimbo con la testa in avanti e mettere del ghiaccio sulla fronte e sulla nuca.

Il mal di montagna. Si manifesta con cefalea, nausea o riduzione dell’appetito, vomito, irrequietezza, disturbi dl sonno, che compaiono in genere dopo quattro-12 ore di permanenza in altitudine. Il modo migliore per prevenirlo è la salita lenta, che consente all’organismo di acclimatarsi. Per escursioni di qualche giorno che prevedano il pernottamento al di sopra dei 2.500 metri, il dislivello giornaliero non deve superare i 300 metri e ogni tre giorni (circa ogni 1.000 metri di dislivello) va programmato un giorno di riposo. Evitare itinerari con discese difficoltose o lunghe risalite (per consentire una rapida perdita di quota in caso di comparsa di sintomi di mal di montagna). In caso di disturbi, è consigliato riposarsi ed evitare ulteriori salite, in caso di bimbi piccoli è meglio scendere finché i sintomi non regrediscono. In caso di bisogno, si possono somministrare analgesici e antinausea, il cui dosaggio va concordato con il pediatra prima della partenza. Non assumere farmaci in via preventiva.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
A.Cogo, Medicina e salute in montagna, Hoepli

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