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Giornata Mondiale per la lotta all'Aids

Aids in aumento, serve il test

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Pubblicato il: 01-12-2009

Un sieropositivo su quattro non sa di essere infetto. Così la malattia dilaga. Ma basta un semplice test, gratuito e anonimo, per dire basta all'Aids.

Sanihelp.it - In aumento il numero di persone che scoprono di essere sieropositive solo al momento della diagnosi di AIDS, ovvero in uno stadio di malattia molto avanzato: questa percentuale è aumentata dal 21% nel 1996 al 60% nel 2008.
A oltre 25 anni dall’inizio dell’epidemia, dunque, la maggioranza delle persone sieropositive ignora di esserlo, perdendo tempo prezioso per entrare in trattamento e per adottare quelle precauzioni che potrebbero diminuire il rischio di diffusione dell’infezione.

La diffusione dell’HIV, seppur rallentata, non si ferma: in Italia nel 2007 sono state segnalate 1.679 nuove diagnosi di infezione, pari a un’incidenza di 6,7 nuovi casi per 100.000 residenti, posizionando l’Italia fra i Paesi dell’Europa occidentale con un’incidenza di HIV medio-alta.

Si osserva un aumento dell’età mediana al momento della diagnosi di infezione, nonché un cambiamento nelle modalità di trasmissione più frequenti: diminuiscono i fruitori di droghe iniettive (dal 69% nel 1985 al 8,6% nel 2007), mentre sono aumentati dal 13,3% al 73,7% i casi attribuibili a trasmissione sessuale (eterosessuale e omo/bisessuale). In circa il 17% delle nuove diagnosi non si riesce nemmeno a stabilire la modalità di trasmissione del virus.

La campagna informativa-educativa del 2009 Aids: la sua forza finisce dove comincia la tua. Fai il test, promossa dal ministero della Salute in occasione della Giornata Mondiale per la lotta all’AIDS, è rivolta proprio a questa fascia di popolazione inconsapevole, cioè a coloro che non essendosi sottoposti al test ignorano la propria sieropositività, infettano gli altri attraverso i rapporti sessuali e ricevono una diagnosi tardiva della malattia.

Effettuare il test è semplicissimo. È un normale prelievo di sangue ed è in grado di identificare la presenza di anticorpi specifici che l’organismo produce nel caso in cui entra in contatto con il virus HIV.

Se si sono avuti comportamenti a rischio è bene effettuarlo al termine del sesto mese dall’ultimo rischio di contagio (periodo finestra), poiché gli anticorpi anti-HIV possono presentarsi anche entro sei mesi di distanza dall’esposizione al contagio. Anche durante il periodo finestra è possibile trasmettere il virus, pur non risultando positivi al test.

La legge italiana garantisce che l’esame sia effettuato solo con il consenso della persona. Il test non è obbligatorio, ma consigliato, soprattutto se si sono avuti comportamenti a rischio.
Nella maggior parte dei servizi non serve ricetta medica; è gratuito e anonimo. Le persone straniere, anche se prive di permesso di soggiorno, possono effettuarlo alle stesse condizioni del cittadino italiano.

Per tutte le coppie che intendono avere un bambino sarebbe opportuno sottoporsi al test per la sicurezza del neonato. Il risultato viene comunicato esclusivamente alla persona che lo ha effettuato.

Sapere precocemente di essere sieropositivi consente di effettuare tempestivamente la terapia farmacologica. I casi di AIDS, infatti, continuano a diminuire principalmente per effetto delle terapie antiretrovirali combinate che ritardano la comparsa della malattia, prolungano la sopravvivenza e riducono la mortalità.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ministero della Salute

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