Prevenire la SIDS
Cinque gesti per salvarli dalla morte
Sulla morte improvvisa del lattante si sa ancora poco, ma una serie di misure ha dimostrato di ridurre di molto il rischio di incorrere in questa tragedia. Sono cinque, e tutte molto semplici.
© Sxc
Sanihelp.it - Non c’è tragedia peggiore, per un genitore, della morte di un figlio. E quando si parla di SIDS, letteralmente
Sudden Infant Death Syndrome o sindrome della
morte improvvisa del lattante, il dramma assume proporzioni gigantesche. Innanzitutto perché accade da piccolissimi, entro l’anno di vita, e poi perché si tratta di eventi ancora misteriosi, dalle cause ancora non chiarite.
Conosciuta anche come
morte in culla, la SIDS è stata definita come entità nosologica a sé stante nel 1969. Da allora sono state definite SIDS tutte quelle morti improvvise e inaspettate di un bambino apparentemente sano, per le quali non sono state identificate cause precise, nemmeno dopo un adeguato esame post mortem (
autopsia).
Colpisce più i maschi (60% dei casi) delle femmine, sia di giorno che di notte, tipicamente
durante il sonno nel primo anno di vita, con un picco di incidenza tra i due e i quattro mesi di vita. Nei paesi industrializzati ancora oggi rappresenta la principale causa di morte nel periodo post natale, con un’incidenza che oscilla tra lo 0,7 e l’1 per mille.
In Italia possediamo solo dati parziali, che non consentono una valutazione accurata del fenomeno. L’elemento imprescindibile per poter identificare come SIDS una morte improvvisa di un neonato infatti è l’autopsia, che però non sempre viene eseguita correttamente.
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di Roberta Camisasca
Fonte: presentazione Campagna Piccoli gesti per la vita
Tags: sids, morte improvvisa del lattante, morte in culla
Revisione: 18-03-2010