Con i figli meglio mare o montagna?
Quando si hanno bambini piccoli, per scegliere la meta delle vacanze si cerca la destinazione migliore per loro. Mare, montagna o altro? Ogni luogo ha i suoi pro e contro...scopriteli prima di decidere!
Sanihelp.it - Arriva il momento di prenotare le vacanze, e l’eterno dilemma si ripropone:
con i figli è meglio andare al mare o in montagna?
Se per i bambini più grandi la scelta si traduce in una questione di gusti, per i più piccoli ci sono pro e contro da non sottovalutare.
Prima dei 7-8 mesi, infatti, portare un bambino in spiaggia è poco consigliato.
Il perché è presto detto: le difese della
pelle fino all’anno di età non funzionano ancora, e le protezioni solari causano spesso reazioni allergiche.
Se proprio non si può farne a meno, comunque, bisogna almeno evitare le ore più calde (dalle 11 alle 16) e tenere il piccolo rigorosamente sotto l’ombrellone, dandogli da bere spesso.
Passato l’anno il discorso cambia: dovete immaginare di essere in spiaggia con dei piccoli
sorvegliati speciali, che lontano dal vostro sguardo potrebbero annegare anche in 20 centimetri d’acqua.
Niente allarmismi però; la cosa migliore è far ambientare il bambino pian piano, lasciandolo giocare liberamente con l’acqua per prendere confidenza con il nuovo elemento. Mai obbligare un bimbo a fare il bagno se non ne ha voglia!
A prescindere da questi accorgimenti, il clima marino è ottimo per la maggioranza dei bambini: l’acqua del mare fa bene alla pelle (purchè protetta dalle scottature, ovviamente!), e il contatto dei piedi nudi con la sabbia e l’acqua migliora l'
equilibrio.
Il clima marino eccitante favorisce anche riposini tranquilli, per la gioia degli adulti in vacanza.
E la montagna?
Quella più adatta per i bambini è la cosiddetta
mezza montagna, fra i 700 e i 900 metri, particolarmente indicata per i bambini pallidi, nervosi e soggetti a
raffreddori.
L'alta montagna, quella oltre i 2000 metri, è sconsigliata per i bambini piccoli perchè determina irritabilità,
inappetenza e disturbi del sonno.
L’innalzamento di quota, anche se non eccessivo, comporta poi un maggiore sforzo muscolare per qualsiasi movimento. Il primo giorno quindi è meglio far riposare il piccolo, per poi aumentare gradualmente le sue attività.
Per il resto l’aria pulita di montagna fa bene ai bambini quanto quella marina, e giocare agli esploratori dei boschi li soddisferà quanto essere abili costruttori di castelli di sabbia.
A questo punto, però, il dilemma potrebbe essere peggiorato…
che fare?
Se volete essere originali tagliate la testa al toro, e scegliete la
campagna.
Infatti per i bambini, soprattutto se vivete in città, qualsiasi cambiamento d'aria rappresenta un beneficio per la salute, e in più la campagna potrebbe essere un luogo più sconosciuto di tante destinazioni tropicali.
Naturalmente bisogna sempre andare in luoghi in cui ci sia un clima sano, cioè non troppo umido o eccessivamente caldo.
Anche qui, poi, si nascondono alcuni pericoli. Il più grande è il bagno in un fiume.
Oltre al rischio di annegamento, fare il bagno nel fiume, a differenza che nel mare, non comporta alcun vantaggio, senza contare che l'acqua è spesso inquinata.
Altro rischio sono le vipere: quando passeggiate con bambini, specie nei boschi, fate sempre indossare loro degli stivaletti.
Così informati potete abbandonarvi alla natura, e alla scelta delle prossime vacanze.
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di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009
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