All'asilo col pc
I bambini in età prescolare sono i più veloci nell'apprendere l'uso del computer, che può aiutarli nella preparazione alla scuola. Ma senza esagerare: il pc non è una babysitter…
Sanihelp.it - L’età migliore per imparare a usare il computer? Dai 3 ai 5 anni.
È quanto hanno dimostrato i test di apprendimento di un recente studio, che hanno dato i risultati migliori sui bambini di quell’età. La competenza nell’utilizzo del computer può avvantaggiare i bambini sia quando stanno per iniziare il percorso scolastico, sia negli anni successivi.
«Il semplice messaggio di questo studio è che
i computer possono aiutare i bambini più piccoli ad imparare», sostiene il dottor Xiaoming Li della
Wayne State University di Detroit.
«Credo che la preoccupazione di molti genitori sia la possibilità che l’uso del computer danneggi lo sviluppo dei propri figli, ma la nostra ricerca indica che invece potrebbe essere addirittura salutare», aggiunge a conferma di questa tesi la dottoressa Melissa S. Atkins, della
Ohio State University di Athens.
Entrambi i ricercatori hanno comunque sottolineato che i genitori dovrebbero valutare attentamente il software utilizzato dai propri figli e quanto tempo passano davanti al computer. La Atkins consiglia di limitare l’uso a programmi di contenuto educativo.
Nonostante gli apparenti vantaggi dell’uso del computer, «
il troppo stroppia anche quando si tratta di cose buone», secondo la Atkins. «Credo che se i bambini passano troppo tempo davanti al computer o se esso viene usato come
babysitter il loro sviluppo possa comunque risentirne».
Il pc oggi è diventato un compagno di giochi al pari di bambole e costruzioni, e questa tendenza è facilitata dal fatto che anche chi non ha un computer a casa può utilizzarlo in altri luoghi, come le biblioteche, i centri ricreativi o il posto di lavoro dei genitori.
Infatti, Li e Atkins hanno scoperto che solo poco più della metà dei 122 bambini in età prescolare coinvolti in un programma di formazione precoce nella zona rurale del West Virginia aveva accesso a un computer a casa o altrove. Nella maggior parte dei casi, però, si trattava di computer che dotati di software adatti ai bambini.
Questi bambini più
tecnologici hanno realizzato punteggi migliori nei test che misuravano le capacità di apprendimento e il grado di preparazione per la scuola, anche in presenza di altre variabili come le diverse condizioni socioeconomiche e di sviluppo dei bambini.
Tuttavia abbondare non è necessariamente meglio, parlando di uso del computer da parte dei più piccoli. I bambini che lo usavano più spesso non hanno ottenuto un punteggio più elevato dei bambini che lo usavano di meno. Inoltre
i giochi elettronici o videogame non avevano alcun influsso sulle prestazioni e, sempre secondo lo studio, l’uso del computer non implicava un miglioramento delle abilità visive o motorie.
FONTE: Pediatrics.
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di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009
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