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Reality Dieta 3: primo controllo!

Il percorso per sbarazzarmi dei chili di troppo è arrivato a un traguardo intermedio: la prima visita di controllo dal dietologo. Ecco com'è andata...voi continuate a seguirmi e a raccontare la vostra esperienza nel forum!

Sanihelp.it - E alla fine venerdì 8 ottobre è arrivato.
Dopo una settimana passata tra i sensi di colpa e i tentativi di eliminarli, alle 15.40 il dottor Lice mi ha accolto nel suo studio per la prima visita di controllo.

Ero agitata, devo ammetterlo: il check up numero uno avrebbe dovuto mostrare i primi risultati della dieta, ma per me era soprattutto un esame sulla mia forza di volontà notoriamente non proprio granitica.

Quando la mia ciccia è finita di nuovo tra le pinze del plicometro gelido ho provato qualche secondo di terrore puro, non tanto per le misure che non vedevo ma per la faccia perplessa del dottore.
«Oddio», mi sono detta, «sono ingrassata senza saperlo!».

Invece no, qualche centimetro è sceso, ma il minimo previsto dai suoi calcoli.
Dopo lo smarrimento iniziale ci siamo seduti al tavolo e abbiamo cercato di capire il perché di questo scarso (ma comunque sudato) risultato.

Provo a indovinare: colpa dei miei piccoli fuori programma? Ovviamente, ma non solo.
Altri errori li ho fatti involontariamente, prendendo un po’ troppo sul serio l’indicazione che «i pasti della dieta sono intercambiabili».
Diciamo che più che intercambiare ho sostituito un pò troppe volte il prosciutto con il pesce che non amo molto, e i panini con le insalate.

Risultato, ancora troppi carboidrati.
Così il dottor Lice mi ha fornito di una specie di tabella di conversione, per sapere con quali cibi posso sostituire pane e pasta, e in quali quantità.
Ho scoperto che 120 grammi di pasta, pane, riso o farina corrispondono a:



Questo significa, in termini concreti, che a pranzo posso sostituire un piatto di pasta con una macedonia di frutta gigante o con due chili di anguria in estate…ma vogliamo mettere la soddisfazione? 

Comunque, per fortuna ho anche saputo che posso sostituire la frutta con uno yogurt magro, una spremuta, un bicchiere di succo di frutta, un gelatino alla frutta o un ghiacciolo.

Poi abbiamo ridefinito la questione secondi: i miei amati affettati sono concessi una sola volta alla settimana, così come il formaggio e le uova. Gli altri quattro giorni rimangono destinati a carne magra e pesce, e su questo ormai ho capito che non posso discutere.

Come diceva la mia nonna, se bella (e sana) vuoi apparire tanto devi soffrire… ma un dilemma continua a perseguitarmi: siamo noi che abbiamo disimparato a preferire i cibi sani, oppure i cibi ipercalorici sono davvero più buoni e per questo peccato di gola veniamo puniti con la ciccia?
E soprattutto: se è davvero così, chi ha inventato questo meccanismo perverso?
Ai posteri l’ardua sentenza.

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Tags:  dieta dietologo
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009

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