Tumori: anche l'anziano va curato
Presentati recentemente degli studi secondo cui i pazienti oncologici over 65 possono beneficiare come i giovani di interventi di prevenzione, diagnosi precoce e terapia.
Sanihelp.it - Fino a qualche tempo fa imperavano alcuni pregiudizi sul trattamento dei pazienti oncologici over 65: non rispondono alle cure come i giovani, non beneficiano di
screening e
diagnosi precoce, non devono ricevere cure atte alla guarigione ma solo
palliativi. Tutto sbagliato. Lo rivelano alcuni studi presentati il 9 settembre a un convegno promosso dal
Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano.
I risultati di queste ricerche parlano chiaro: è necessario implementare a favore degli anziani tutti gli interventi oncologici di prevenzione, diagnosi precoce e terapia dai quali i pazienti con più di 65 anni vengono attualmente esclusi a causa dell’età.
Perché, per esempio, escludere le donne over 70 dalle
mammografie di screening, se a 70 anni una donna ha una spettanza di vita anche di 20 anni?
«Il
tumore della mammella è molto più frequente a 70 anni che non a 50, e identificato precocemente permette le stesse possibilità di sopravvivenza in una donna di 70 anni che in una più giovane», afferma
Diana Crivellari, Responsabile della Struttura Operativa Terapie precauzionali dei Tumori della Mammella del CRO.
Un altro esempio: il trapianto di cellule staminali, effettuato nei giovani in caso di
linfoma e
mieloma, può e deve essere applicato anche ai pazienti anziani, in quanto «a parità di diagnosi la sensibilità nei confronti delle cure è uguale nei giovani e negli anziani», dichiara
Mariagrazia Michieli, responsabile della Struttura Operativa di Terapia Cellulare e Chemioterapia.
Così pure l’introduzione degli
anticorpi monoclonali abbinati a chemioterapia ha trasformato la prospettiva di sopravvivenza nei pazienti over 70 colpiti da linfoma ad alto grado di malignità, che in passato venivano trattati con sola chemioterapia.
Anche per quanto riguarda la terapia del tumore mammario in fase metastatica, l’avvento delle cosiddette
target therapy, terapie mirate con anticorpi monoclonali, consentirà di personalizzare le cure in base all’aggressività della malattia.
Un altro aspetto importante è
l’informazione: in Italia agli anziani le informazioni vengono fornite in modo limitato, non permettendo così ai pazienti di capire il proprio stato e, conseguentemente, di scegliere la terapia.
Infine,
la qualità della vita: per assistere psicologicamente il paziente anziano, per il quale strategie di
terapia del dolore, di assistenza domiciliare, di supporto psicologico e di hospice non sono molto sviluppate come nei malati giovani, è nato ad Aviano l’ambulatorio di Oncologia Geriatrica.
«Il ruolo di questa struttura è quello di offrire alle persone anziane un trattamento personalizzato», afferma
Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica del CRO. «Si riserva una grande attenzione al fattore psicologico, e inoltre è una soluzione che permette di ridurre i tempi di attesa: un elemento tutt’altro che secondario».
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di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009
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