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Cellulari e tumori: niente di certo

Ci sono visioni contrapposte sul possibile effetto nocivo del cellulare su cellule e tessuti. Nonostante ciò gli esperti consigliano un uso cautelativo.

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Sanihelp.it - Le onde a bassa frequenza provocano un effetto riscaldamento su tessuti e cellule. Per questo si pensa che usare il telefonino possa provocare danni alla funzione di cellule e tessuti. Le parti del corpo più a rischio sono il sistema nervoso centrale, il cristallino e i testicoli.

Ci sono tanti studi sulle radiofrequenze emanate dei cellulari: ricerche di laboratorio e epidemiologiche, compiute sull’uomo e su animali.

Se da una parte ci sono quelli che non hanno trovato una grossa potenzialità carcino-genetica delle radiofrequenze al di sotto dei livelli energetici prescritti dalle commissioni internazionali, studi altrettanto importanti hanno invece dimostrato che, anche al di sotto delle attuali soglie prescritte, le radiofrequenze dei cellulari hanno effetti genotossici su diverse linee cellulari.

Da un lato quindi, sperimentazioni di genotossicità e carcinogenesi su modello animale non hanno evidenziato un aumento di incidenza di vari tumori in ratti, né, in vitro, un effetto di promozione del carcinoma mammario o sulla stabilità del DNA, né una proliferazione anomala di cellule immunitarie.

Dall’altro i dati pubblicati dalla fondazione Verum di monaco e relativi allo studio REFLEX, (finanziato dalla UE), mostrano che le radiazioni emesse dai telefonini hanno effetti genotossici su diverse linee cellulari anche a un livello di esposizione inferiore rispetto ai limiti stabiliti dalle commissioni internazionali E dello stesso avviso sono gli studi americani del gruppo del Dottor Lai del National Institutes of Health (NIH), che evidenziano come l’esposizione total-body di ratti determina alterazioni del DNA delle cellule cerebrali. Va segnalato a tale proposito, come si precisa nel rapporto sulle tecnomalattie scritto dal dottor Paolo Rossi dell’ dell’Istituto Neurotraumatologico italiano, che il ricercatore americano ha denunciato pressioni da parte delle multinazionali sul NIH per ritirare i fondi alle sue ricerche.

Ecco perché iniziano a essere sempre più numerosi gli esperi che suggeriscono un atteggiamento cautelativo nei confronti del cellulare. Più tranquillizzanti sono gli studi epidemiologici condotti direttamente sull’uomo. In Scandinavia e in Nuova Zelanda, per esempio, non hanno rilevato aumenti del numero di tumori cerebrali o delle regione cervicale dopo l’introduzione dei cellulari (dal 1995 circa). Anche in questa tipologia di studi non sono mancate evidenze a favore di un effetto nocivo dei cellulari, ma va detto che simili risultati non hanno mai trovato conferma in studi analoghi compiuti successivamente.

Per quanto riguarda i ripetitori non esistono veri studi scientifici nonostante il tema sia stato più volte messo in primo piano da televisioni e giornali.

I cellulari non dovrebbero dunque essere così pericolos,i almeno dal punto di vista della genesi tumorale, ma fintanto che non c’è certezza assoluta sulla loro inoffensività è meglio evitare di passare più tempo del dovuto con il telefono accanto all’orecchio. Usiamo l’auricolare e evitiamo di tenerlo in tasca.
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Tags:  cellulare tumori
Fonte: Relazione sulle tecnomalattie del dottor Paolo Rossi - istituto traumatologico Italiano.
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009

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