Terapia del dolore: bisogna fare di più
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Il dolore come sintomo o come malattia ancora oggi non è considerato e trattato. Se il malato è anziano o fragile, la situazione è ancora peggiore, sebbene le terapie non manchino. Lo ricordano tre studi degli ultimi mesi.
Nel primo, pubblicato sul
Journal of the American Geriatrics Society, l’accento è stato posto sugli anziani residenti in case di riposo e non autosufficienti in quanto affetti da demenza: i geriatri della
Northwestern University di Chicago hanno rilevato che il
54% riferiva tutti i giorni sintomi dolorosi non dovuti a un tumore, ma
più del 46% non aveva ricevuto un trattamento adeguato.
Nel secondo studio, pubblicato sul
Journal of Pain and Symptom Management, è stata sottolineata l’efficacia di una terapia multidisciplinare sul dolore da cancro nei malati terminali. I palliativisti del
Koo Foundation Sun Yat-Sen Cancer Centre di Taipei, nell’isola di Taiwan, hanno compiuto un’analisi retrospettiva su oltre 700 pazienti, l’87% dei quali aveva riferito sintomi dolorosi durante la malattia. Il 79% di loro ha ricevuto una terapia non chirurgica per il controllo del dolore da cancro, mentre all’85% di quelli che riferivano dolore sono stati somministrati
oppiacei. Alla fine, la maggior parte dei malati
ha visto i propri sintomi attenuarsi fino a sparire (mantenersi cioè in un range da 0 a 4, secondo i punteggi più utilizzati), e il numero di coloro che ancora accusavano dolore grave (ossia con uno score compreso tra 5 e 10) rimanere in un intervallo compreso tra l’uno e l’11%.
Infine, anche la
radioterapia può essere di grande aiuto nel
controllo della sintomatologia di casi specifici come quello del tumore polmonare non a piccole cellule terminale. I radioterapisti dell’Università di Leiden, in Olanda, hanno mostrato che, confrontando schemi di minore intensità protratti per periodi più lunghi con altri più brevi ma con maggiori dosi di radiazioni, si ottiene un numero di settimane di sopravvivenza con una
buona qualità di vita superiore (20, contro le 13,2 dei cicli più intensivi) e un
allungamento della vita stessa, che passa da 27,4 a 38,1 settimane.
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di Roberta Camisasca
revisione: 16-04-2007
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